Il Modena si congeda dal 2019, il secondo miglior anno della storia
Promosso in C dopo la stagione della rinascita ha conosciuto soprattutto gioie. Accelerazione finale per l’era di Romano Sghedoni
Alla domanda “che anno è stato il 2019 per il Modena”?, le risposte probabilmente oscillerebbero tra “abbastanza buono” e “365 giorni di alti e bassi”. A seconda che gli interpellati preferiscano mettere l’accento più sul positivo, cioè la categoria ritrovata e il debutto sprint di Mignani, o più sul negativo, vale a dire la sconfitta nello spareggio con la Pergolettese e i travagli dei primi mesi in Serie C. Le scorie psicologiche del fallimento, l’avere dato per scontata l’immediata promozione in C, l’andamento deludente della gestione Zironelli impedirebbero verosimilmente di valutare con serenità e, soprattutto, oggettività il bilancio della squadra gialloblù. Un bilancio che invece, quantomeno a livello statistico, stupisce, e non poco: il 2019 è risultato infatti il secondo miglior anno solare nella storia del Modena! Quale è stato il primo? Qui però non si vince niente, perché la risposta è troppo facile: l’anno (Longobardo) di grazia 2001, nel quale la squadra di De Biasi nelle 36 partite di campionato disputate conquistò 75 punti, con una media di 2,08 a gara. Merito del girone di ritorno in Serie C e dell’andata, altrettanto trionfale, in Serie B. Neanche nell’altro anno solare a cavallo tra due promozioni consecutive, il 1961, i gialloblù di Vittorio Malagoli riuscirono a tenere quel ritmo, fermandosi alla media, comunque molto alta, di 1,75 punti a partita. Nell’anno solare che sta per finire il Modena ha viaggiato alla media di 1,77, appunto la seconda della sua storia. In realtà la media più alta sarebbe quella dei gialli di Apolloni nel 2018, uno stratosferico 2,23, ma ovviamente riferito solo al girone d’andata di Serie D, visto che da gennaio ad agosto il Modena non esisteva. Tornando al 2019 gialloblù, il suo risultato statistico è ovviamente merito più del girone di ritorno in D, che degli ultimi sei mesi: la squadra di Bollini infatti con 35 punti in 17 partite fissò una media di 2,05, mentre Zironelli e Mignani hanno viaggiato a 1,52 punti gara. Sottolineando però che il primo nella sua gestione è arrivato a un deludente 1,25 (20 in 16 incontri) e il suo sostituto, nella sua ancora brevissima gestione, a 3 punti a partita. In questi 365 giorni la squadra gialloblù ha vinto complessivamente 18 volte, cioè una partita su due, ne ha perse 8 (6 in C), e pareggiate 10, divise equamente tra D e C. I gol segnati sono stati 52 (29 in D, 23 in C), vale a dire 1,44 a gara, una media realizzativa che, negli ultimi 30 anni, è inferiore solo a quella della solita Longobarda del 2001 (1,80). Nell’anno solare in corso il Braglia è stato violato 3 volte, dal Classe in D e da Padova e Reggio Audace in C, e i tifosi gialloblù hanno esultato 32 volte per le reti casalinghe del Modena. I successi in trasferta, 6 in totale, sono divisi alla pari tra i due campionati. Detto degli anni solari migliori, quale invece quello peggiore? Diciamo senza esitazioni il 2017, non sulla base dei numeri, qui non servono, di fronte al primo fallimento del club. E anche se li prendessimo in considerazione, malgrado la discreta prima parte di anno (gestione-Capuano), ci sarebbero le 8 sconfitte consecutive del campionato successivo, tra sconfitte sul campo e altre a tavolino, l’esclusione dal campionato e il successivo fallimento a etichettare quell’anno come il vero ‘annus horribilis’ nella storia del Canarino. Ad honorem. Insomma, come primo anno normale dopo la tempesta perfetta, il 2019, considerando i dati e non solo, merita una valutazione più alta di quella che di primo acchito tutti avremmo dato. —
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