Guidetti: «Sarebbe una favola portare la Turchia a Tokyo»
«Sogni olimpici? Ci aspetta un compito quasi impossibile, io però credo nelle mie ragazze. A Rio con l’Olanda fu indimenticabile»
«Ognuno ha un sogno nel cassetto, io ne ho tanti, ma uno mi piacerebbe proprio che si realizzasse, anche se so che è molto, molto..., molto difficile che accada».
Giovanni Guidetti, 47 anni, modenese, specialità miracoli alla guida di squadre femminili, non nasconde certo quale desiderio vorrebbe veder realizzato nel 2020: «Facile, andare a Tokyo con la Turchia».
Non una cosa decisamente semplicissima, considerando che il torneo di qualificazione che si giocherà ad Apeldoorn, in Olanda, dal 7 al 12 gennaio, regalerà un solo biglietto per i Giochi Olimpici del prossimo anno.
«So bene che sarà un torneo impossibile o quasi da vincere, molto più difficile degli ultimi Europei in cui siamo arrivati secondi dietro la Serbia. Io credo che il torneo di qualificazione sia anche molto più difficile dell’Olimpiade stessa, perché qui non esistono squadre deboli»
Qual è la favorita di Guidetti? Presto detto.
«L’Olanda ha le chance maggiori, direi 55% e non solo perché gioca in casa, ma perché è una grande squadra. Poi vedo Germania e Polonia sopra tutte le altre».
Come si prepara un torneo del genere in cui ti giochi un sogno?
«Semplice: non si riesce e non si può preparare, perché non c’è il tempo per farlo. Così ho pensato a uno slogan da condividere con le mie giocatrici “Nessuna scusa, solo soluzioni da trovare”. E spero che noi le troveremo».
Al di là della difficoltà dell’impegno, Guidetti appare fiducioso.
«Perché non dovrei crederci, se non ci credessi me ne starei a casa, alle ragazze si deve cercare di infondere fiducia e convinzione. La squadra sta bene, vedo tutte in buone condizioni e io personalmente sono il primo a crederci».
Il tecnico modenese arriva all’appuntamento di inizio gennaio dopo aver ricevuto due premi.
«Vero, il primo come allenatore dell’anno in Turchia, il secondo, il Bosforo University Award, per il progetto sociale “Yarinin sultanlari” per aver portato la pallavolo nelle scuole dei posti più poveri della Turchia».
Nella sua carriera sono già due le volte ai Giochi.
«La prima a Sydney 2000 come vice di Frigoni con l’Italia, poi con la Germania sfiorai l’impresa e ci tornai nel 2016 con l’Olanda a Rio, arrivammo ai piedi del podio, fu qualcosa di indimenticabile, non sapete quanto vorrei rivivere la stessa emozione con la Turchia». —
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