«Nel 1970 giocai 10 partite, con quello sarebbero sei»
la mitica panini
«Quanti scudetti ho vinto in carriera? Bella domanda: cinque, ufficialmente, su questo almeno non ci sono dubbi, il primo che mi viene riconosciuto è quello del 1972, poi sono arrivati quelli del 1974 e 1976, 1986 e 1995, tutti con Modena».
C’è però un tricolore sfuggito alle statistiche, quello del 1970.
«Nel 1970 non avevo ancora 17 anni quando giocavo il campionato Juniores e poi andavo in panchina con la prima squadra. Allora il palleggiatore era Musil, il suo vice Fabrizio Anderlini. All’epoca il regolamento diceva che se avessi giocato più di 10 partite in A non avrei più potuto essere utilizzato dalla squadra Juniores. Così mi fermai a 10 presenze e pare che all’epoca non bastassero per essere considerato parte dell’organico che divenne campione d’Italia».
Anche in azzurro i conti non tornano.
«C’è chi mi attribuisce 243 partite in nazionale, ma penso di averne giocate di più, credo siano almeno 260 ».
“Pupo” e il sogno Panini.
«La Panini lo è sempre stato, un sogno, e ci arrivai quasi per caso, quando nel primo anno del Liceo Scientifico Tassoni, un mio compagno mi disse che il Professor Anderlini stava selezionando ragazzi per la Panini. Tutto iniziò così, con me c’era anche Giorgio Goldoni, lui veniva dall’Invicta San Faustino, io dalla parrocchia della BVA. Con la pallavolo iniziai tardi a 14 anni, poi però mi avete dovuto sopportare abbastanza, credo...».
I campioni da imitare.
«Ci allenavamo con i più grandi, c’era una grande differenza di età e noi eravamo spesso in soggezione, ma da quei grandi giocatori alla fine siamo riusciti ad apprendere tantissimo». —
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