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Antonello e il suo sogno a stelle e strisce: «La mia vita americana tra basket e scuola»

Fabrizio Morandi
Antonello e il suo sogno a stelle e strisce: «La mia vita americana tra basket e scuola»

Il 17enne modenese Baggi ha vinto una borsa di studio e sta studiando e giocando a pallacanestro negli Usa  

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Antonello Baggi grazie al Camp America di Universal Basket Modena ha vinto una borsa di studio e sta vivendo il suo sogno americano.

Una storia che inizia l’agosto scorso e il primo contatto con gli Usa è ben diverso dal classico sogno a stelle e strisce: «Era la prima volta che prendevo l’aereo da solo - ricorda Antonello - tutto è andato bene fino alla dogana dell’aeroporto di New York: non mi ricordavo il civico del luogo in cui avrei alloggiato e così il primo poliziotto non mi ha fatto passare. Il secondo ha capito che ero lì per giocare a basket e sorridendo mi ha fatto passare».

Arrivato in hotel conosce gli altri ragazzi provenienti da tutto il mondo (Cina, Corea del Sud, Vietnam, Spagna, Germania) e Marco, un ragazzo italiano che frequenta Pitman High School che ha partecipato a “Universal basketball camp” nell’anno precedente. Poi l’arrivo a West Deptford il paese vicino a Filadelfia dove prende residenza con la sua nuova famiglia ospitante. «L’impatto con la realtà americana sportiva invece è qualcosa di inimmaginabile: nel playground di “Riverwinds” ci sono 3 campi da basket, 7 canestri per campo, molte persone di età diverse che si allenano e compagni ricchi di talento che a volte praticano 2-3 sport contemporaneamente all’interno della High School. Il livello di gioco è molto più fisico ed i giocatori fino a novembre devono allenarsi da soli per le regole collegiali. Durante la off-season, i giocatori di basket giocano nel circuito Aau». Questa organizzazione consente ai potenziali giocatori di basket di giocare con altre squadre di tutto il paese: anche 3 o 4 partite nello stesso giorno. Ci sono 5-6 campi nella stessa struttura con 200 giocatori diversi e con tanti coach delle università ad assistere.

«Il primo impatto con il basket americano è stato piuttosto difficile, ma sto ottenendo buoni risultati e, soprattutto, sto migliorando», racconta Antonello che negli Usa vive con una famiglia appassionata di sport come lui: «Mi hanno portato a vedere il football americano: uno stadio da 80mila posti per i Philadelphia Eagles. Stupendo». Ma c’è anche la scuola e gli studi: «Mi sveglio alle 6.30: doccia, colazione e poi vado in una scuola pubblica. Ci sono alcune differenze rispetto all’Italia: ad esempio la mattina si inizia con il giuramento di fedeltà davanti alla bandiera».

Antonello è entusiasta della sua esperienza: «Mi manca l’Italia ma mi sto davvero godendo la vita qui e credo che tra alcuni mesi avrò molte cose da raccontare sulla mia incredibile esperienza, che non sarebbe possibile senza la mia famiglia e tutti coloro che mi hanno aiutato a raggiungerla». —


 

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