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Irrati e il Var: errori gravi, ma anche scelte sbagliate

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Quello di domenica al Ferraris è stato un attacco alla tecnologia. Noi abbiamo scritto di errori gravissimi da parte dell’arbitro e del Var, in realtà sarebbe più giusto parlare di scelte sbagliate. Tante le domande che sorgono dopo la pessima direzione di Irrati, mal assistito al Var da Di Paolo. Perchè sul rigore l’arbitro ha deciso di non dare un’occhiata alle immagini e nessuno dal Var lo ha richiamato? Perchè Irrati non s’è andato a rivedere il fallo di Criscito su Berardi? Non volendo credere a complotti o malafede, allora siamo di fronte a una preoccupante incapacità di giudicare un episodio, scegliendo di non avvalersi della tecnologia nonostante azioni palesemente controverse. E che dire di chi se ne sta al Var? In base a quali criteri ha scelto di non richiamare l’arbitro? Se sul mani di Djuricic il discutibile regolamento in vigore dà ragione a Irrati, sul tuffo di Sanabria e per il fallo su Berardi non ci sono dubbi. Le potenzialità del Var servono a migliorare il calcio, a renderlo più giusto, ma applicarlo come al Ferraris lascia interdetti. Comprensibile lo sfogo di De Zerbi, duro e pungente. La società si è fatta sentire con Carnevali, fin troppo signorile nell’esprimere il rammarico del club per una serie di decisioni arbitrali tutte a senso unico. Oltre al danno per il Sassuolo può arrivare la beffa: a fine partita Berardi si è lasciato sfuggire qualche parola di troppo prendendosi il cartellino rosso. Vedremo se Irrati deciderà di completare l’opera stangando l’attaccante. —

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