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La Dakar non perdona Guai per Borsoi-Pelloni che scivolano indietro

Claudio Flori
La Dakar non perdona Guai per Borsoi-Pelloni che scivolano indietro

La rottura di due cinghie ha rallentato il nostro equipaggio che nella classifica generale ha perso due posizioni Oggi si disputa la sesta tappa

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La quinta tappa della Dakar 2020 andata in scena ieri prevedeva 564 chilometri di fuoristrada, 353 dei quali in prova speciale tra alte dune e rocce di riferimento per la navigazione. In aggiunta alla sabbia di queste enormi dune l’erba del deserto, il tutto da Al Ula ad Ah’il. Ul nostro duo a bordo del Can Am del team RT73, ovvero il pilota Elvis Borsoi e il navigatore vignolese Stefano Pelloni, sono faticosamente giunti al traguardo dopo una giornata particolarmente sofferta e tribolata. Infatti in prova speciale hanno rotto due cinghie, il che li ha costretti a fermarsi per riparare il 4x4 con relativa perdita di una cinquantina di minuti. Poi, ripartiti con qualche problema di assetto e una guida moderata, sono arrivati al traguardo. Ma con lo spirito di chi non molla hanno affermato che “i problemi non sono mancati in questa dura speciale se pur non troppo navigata. Comunque siamo qua e domani si riparte”. Per dovere di cronaca il risultato è stato un 36esimo di giornata che li ha portati a perdere due posizioni nella classifica generale SSV, ora capeggiata dal Can Am russo guidato da Sergei Kariakin.

Una notte di duro lavoro dei meccanici Nicola Colledel e Michele Lazza e oggi sarà tutto pronto per la sesta tappa che porta a Riad alla vigilia del giorno del riposo. Ma prima ci sono 830 chilometri da percorrere di cui 477 in speciale di pura sabbia tra dune desertiche che richiamano il Sahara. —



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