Pallino d’Oro: largo ai giovani, il primo arbitro donna, l’omaggio a Renzo Cestelli
Hanno detto… Ecco una selezione di dichiarazioni non banali sentite alla cerimonia di inaugurazione del 42° Palino d’Oro. Largo ai giovani. “Un 2019 di trionfi internazionali, ma possiamo ancora crescere nel lavoro sui giovani, che sono il futuro di questo sport” (Giuseppe Pallucca, c.t. Nazionale Seniores). Forse è anche la logica che sta dietro a queste parole che spiega la presenza al “Pallino” tra i 32 in gara, per la prima volta, di “Under 20” come Bianco, Frongia e Principi; l’ultimo dei quali agli Europei Juniores 2017 di S. Giovanni in Persiceto ebbe come c.t. quel Mussini che sabato era tra i suoi rivali… Chi si ferma è perduto. “II nostro è sport di tradizioni, come il ‘Pallino’, che però devono sapersi evolvere. Affinchè le bocce vengano riconosciute per il loro valore c’era e c’è bisogno di cambiamenti” (Giunio De Sanctis, presidente federale). E’ la decisa e coerente difesa di una svolta, all’inizio dell’ultimo anno del mandato quadriennale, che in tanti hanno capito, ma forse non tutti. Il condominio delle bocce. “Le bocce sopravvivono perchè vivono in un… condominio, ossia in una realtà fatta di solidarietà e di condivisione” (Alberto Bellelli, sindaco di Carpi). La metafore migliore per omaggiare il 50° compleanno del Circolo Rinascita, che proprio su questa ideasi è costruito e retto. L’omaggio a Cestelli. “…e un ringraziamento vorrei farlo anche a Renzo, perchè tutto questo è anche merito suo” (Carlo Barbieri, presidente Circolo Rinascita). “Renzo”, citato solo (affettuosamente?) col nome di battesimo, è ovviamente Renzo Cestelli. Infilato in coda alle citazioni di chi ha fatto la storia dei 50 anni del sodalizio di Budrione, è un primo importante segnale di disgelo dopo la dolorosa separazione di qualche anno fa. E’ spunta l’arbitro donna. “Perché faccio l’arbitro di bocce? Perché mi piace”. Così Jenny Bartolacci, di Macerata, primo giudice di campo “rosa” visto dalle nostre parti. —
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