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Sassuolo, lunch match a Udine De Zerbi: «Siamo affamati»

Valentina Spezzani

All’ora di pranzo i neroverdi vanno a caccia di riscatto alla “Dacia Arena” «In campo senza sete di vendetta ma dopo Genova serve una reazione»

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Se i neroverdi siano riusciti a trasformare la rabbia della partita di Genova in energia positiva lo scopriremo oggi alle 12.30: «Già da martedì ho cercato di togliere dal cervello dei miei ragazzi tutto quello che non possiamo determinare noi, concentrandoci su quello che non abbiamo fatto bene a Marassi e qualcosa c'è - le parole di De Zerbi alla vigilia del match contro l'Udinese - con il Genoa abbiamo fatto una partita come le altre, con i nostri pregi e i nostri difetti, che si sono visti anche nelle vittorie, ma non è stata completa. Quando non è stato fischiato il fallo su Berardi avremmo dovuto essere in vantaggio 4-1. È stata una partita dominata ma abbiamo sbagliato l'ultimo e il penultimo passaggio in certe situazioni. A Udine affrontiamo una squadra fisica, di qualità, organizzata, che in casa ha fatto la maggior parte dei punti. Voglio un Sassuolo lucido e affamato di punti. Se partiamo dalla buona fede di tutti, e noi partiamo da quella degli arbitri, ci può stare una giornata storta, col VAR ci sentivamo tutti più tutelati e non è stato così, ma dobbiamo ripartire, senza sete di vendetta, aspettandoci niente di più da nessuno se non da noi stessi». Viste le assenze, è lecito aspettarsi qualche cambiamento nell'undici neroverde: «Di sicuro cambieranno gli interpreti, mancano Locatelli, Berardi, Marlon, Duncan, Chiriches e Defrel, ma ci faremo bastare i giocatori che ci sono, che sono forti e godono della mia stima». In campo dovrebbe esserci Boga, sebbene non sia nel suo momento migliore: «Quando hai a che fare coi giovani bisogna avere la pazienza e la lucidità di accettare i momenti top e quelli di basso – spiega De Zerbi - quello delle ultime partite non è il vero Boga. Ma questo è successo anche a Locatelli, poi è scoppiato e non ha sbagliato più una partita. Così vale per altri, tra cui Obiang che, anche se è un po' più grande, veniva da un'idea di calcio diversa, è stato fuori, ha cercato di capire e adesso sta facendo una partita meglio dell'altra. Credo che i giocatori accettino le scelte se capiscono che sono fatte in buona fede, non per preconcetti o idee personali. Obiang è stato voluto e cercato, alza il livello della squadra da molti punti di vista, ma io quando cerco di convincere i giocatori a venire non dò mai il posto garantito, perchè gli altri sono tutti centrocampisti di livello alto». Intanto si fanno insistenti le voci su una possibile partenza di Duncan: «Io lo adoro, come calciatore e come ragazzo, è qui da tanto tempo, ma la carriera è sua, il proprietario è il Sassuolo, non De Zerbi. Alfred è un giocatore importante e io un'idea ce l'ho, poi bisogna vedere quale sia la volontà del ragazzo e come evolve il mercato». —



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