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Maranello, tour de force Zanotti: «Abbiamo saltato anche le vacanze...»

Giacomo Molteni

Tra recuperi e quarti di Coppa (vinta l’andata col 4 Castella) otto gare in poco più di un mese Il tecnico: «Nelle festività non ci siamo mai fermati» 

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È iniziato per il Maranello un tour de force d’inizio d’anno che, complice la Coppa (l’altro ieri la vittoriosa, 1-0, andata dei quarti contro il 4 Castella) e un recupero di campionato (domenica prossima contro il Camposanto, terza forza del torneo), lo vedrà scendere in campo in poco più di un mese otto volte, tre in più di tante rivali di Prima D tra cui quel Ganaceto a cui sta contendendo il primato.

«L’aver saputo - commenta il tecnico Gianluca Zanotti - della collocazione il 12 gennaio dell’andata dei quarti di Coppa solo due giorni prima di Natale ci ha costretto, oltre a giocarlo senza un paio di ragazzi che avevano già prenotato vacanze, a fissare tre allenamenti in più il 27 e 30 dicembre e il 3 gennaio. In pratica non ci siamo mai fermati, fatto assai anomalo per questa categoria, ma ho ritenuto opportuno preparare adeguatamente la squadra per i due fronti su cui era impegnata; troppo rischioso puntare solo si uno».

Buona la prima (della serie), anche grazie anche all’ennesima occasione in cui la porta dei biancazzurri (solo 8 reti subite in campionato) è rimasta inviolata. «Farci gol - dice ancora Zanotti - non è mai facile, non tanto per bravura di portiere o difensori ma perchè abbiamo la mentalità giusta per difendere tutti assieme quando serve. Per il resto, è stata gara molto difficile perchè in queste sfide su 180 minuti, se giochi la prima in casa l’avversario anche se va sotto di un gol non si sbilancia per recuperare, ma come ha fatto il 4 Castella rimane sempre abbottonato. Ci ha salvato anche un po’ di fortuna, nella forma di un gol clamoroso fallito dai reggiani nel finale».

La “serie” prevede le sfide-promozione con Camposanto domenica e col Ganaceto il 2 febbraio entrambe in casa, ma Zanotti pensa che… «… è un vantaggio fino a un certo punto. Sicuramente il nostro campo grande può essere pagato alla lunga da avversari che iniziano da subito a pressarci e ad essere aggressivi per non farci sviluppare il nostro gioco. D’altro canto però non è terreno eccezionale, con le piogge rende le partite molto fisiche e noi di giocatori “pesanti” abbiamo solo Simoni. Non a caso, forse la nostra miglior gara l’abbiamo fatta proprio sul sintetico dello United Carpi». —

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