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Locatelli: «Sassuolo, tutta colpa nostra. Pensiamo alla salvezza»

Valentina Spezzani
Locatelli: «Sassuolo, tutta colpa nostra. Pensiamo alla salvezza»

«Ci troviamo in un momento difficile, ma dobbiamo uscirne. Sabato affronteremo il Torino senza paura»

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SASSUOLO. Manuel Locatelli è pronto a tornare in campo contro il Torino dopo aver scontato un turno di squalifica. Lui che la sconfitta di Udine l'ha vissuta, suo malgrado, da spettatore un'idea di quello che sia successo al Sassuolo alla Dacia Arena se l'è fatta. «È successo che abbiamo giocato male, siamo caduti, abbiamo perso 3-0, non doveva succedere, ma è andata così e ora possiamo solo rialzarci, rimboccarci le maniche e pensare al Torino, che è in un momento di fiducia e ha un grande allenatore. Noi però dobbiamo concentrarci su noi stessi, ascoltare quello che ci dice il mister per affrontare la gara, sperando di mettere l'avversario in difficoltà e portare a casa dei punti», spiega il centrocampista, la cui assenza si è sentita eccome, basti pensare che, a parte Rogerio e, appunto, Locatelli, l'undici battuto dai bianconeri domenica è lo stesso che è stato capace di pareggiare all'Allianz Stadium contro la Juventus, «Non penso sia stato un problema di assenze, abbiamo giocatori forti che possono essere titolari, la partita è andata male, ma pensiamo alla prossima e andiamo avanti».

De Zerbi e i suoi non hanno portato a casa punti nelle ultime tre gare: «Sappiamo che il momento è negativo, inutile girarci intorno. Il nostro obiettivo è la salvezza, quindi dobbiamo affrontare ogni avversario con la stessa convinzione e determinazione. È vero che non ci sta girando neanche bene, ma non cerchiamo alibi, se il momento è negativo è colpa nostra, dobbiamo ripartire dagli allenamenti e pensare partita dopo partita».

La lotta per la salvezza non era esattamente quello che si pensava dovesse essere il campionato del Sassuolo, non sarà facile per i neroverdi calarsi in quest'ottica: «Dovevamo fare di più, ma quello che dice la carta è relativo, contano i risultati e il campo, stiamo raccogliendo meno di quanto meritiamo ma il gruppo è solido, siamo tutti uniti e remiamo verso la stessa direzione. Quella di sabato sarà una partita importante, non ci nascondiamo, ma non siamo il tipo di squadra che scende in campo con la paura di sbagliare, il nostro è un calcio propositivo, dobbiamo affrontare la gara come sempre, rimanere concentrati e fare quello che sappiamo fare».

In questa stagione l'ex Milan ha passato un periodo difficile nel quale giocava col contagocce per poi diventare un titolare inamovibile: «Probabilmente doveva scattarmi qualcosa dal punto di vista mentale, il mister me lo ha fatto capire e io l'ho realizzato quando stavo in panchina, ovviamente non ero contento, ma dovevo cambiare atteggiamento, spingere in allenamento come sto facendo ora. Credo che giocare accanto a Magnanelli nel centrocampo a due sia il ruolo a me più congeniale, posso sia impostare che andare a concludere, ma all'occorrenza posso giocare diversamente».

E chissà che anche Mancini, così attento ai giovani, non si accorga di Locatelli in vista degli Europei: «Sono capitano dell'Under 21 e ne sono orgoglioso - chiude il centrocampista neroverde - ora penso al presente, a fare bene col Sassuolo, ovviamente sogno la Nazionale ma resto coi piedi per terra». —


 

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