Ferrario: «Il gol una liberazione. Se resto al Modena? Ancora non lo so»
«Dedico la rete al Padova alla mia famiglia e ai tifosi. Non tocca a me dire se sarò ceduto, ma io mi batto sempre per questa maglia»
MODENA. Carlo Ferrario cercava il gol da tempo e dopo averlo sfiorato nella gara casalinga col Piacenza, a Padova lo ha trovato. Una gioia da tre punti. «Sono davvero felicissimo, per me e soprattutto per la squadra. Abbiamo sfoderato una grande prestazione, da squadra matura e convinta. Il gol per me è stata una liberazione». CF9 ha voluto porre l’accento sulla condizione generale della squadra. «Siamo in grande forma. Segno che ci stiamo allenando bene e che il lavoro fatto in passato è una base solida sulla quale stiamo ora costruendo le nostre prospettive. Tutta la squadra segue il mister, lo assecondiamo in ogni sua richiesta tattica e direi che questo si era notato sin dalle prime partite con Mignani. È un allenatore che ci regala molto equilibrio, ci dà serenità permettendo a ciascuno di noi di esprimere al meglio le proprie qualità. Io stesso mi sento davvero bene e spero di poter dare ancora molto in questo momento della stagione». In molti lo davano già con le valigie in mano, a disfarle però basta poco: «Resterò? Non lo so, non tocca a me dirlo. Ciò che è evidente – prosegue il bomber canarino – è che sono sempre un giocatore del Modena, lotto e mi batto per questa maglia. Penso al Modena ogni giorno, così come tutti i miei compagni. Non poniamoci limiti, pensiamo gara per gara ma anche la partita di Padova ha dimostrato che abbiamo grandi margini di miglioramento. Fatemi dedicare il gol a mia moglie e ai miei bimbi e a tutti i tifosi canarini che mi hanno sempre sostenuto e mi sono sempre stati vicini... ma sempre, sempre, sempre». Ferrario ripensa al gol: «Mattioli ha fatto un cross meraviglioso, tutti i giorni gli rompo le scatole dicendogli che deve anticipare il traversone. È stato bravissimo, un pallone d’oro che ogni attaccante vorrebbe vedersi recapitare: contento di essere stato al posto giusto al momento giusto. Ma voglio ringraziare anche Spagnoli, un giocatore che è prezioso avere al fianco. Possiamo andare al Menti con la forza dei nervi distesi, consapevoli di affrontare una corazzata ma con la serenità di chi sa di avere ora un’identità forte e precisa. Sghedoni, Galassini e Morselli sono venuti negli spogliatoi e ci hanno fatto i complimenti, una spinta in più dal punto di vista del morale». —
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