Il Carpi rialza subito la testa Biasci-gol stende il Cesena
Al Manuzzi decide la prodezza dell’attaccante al 42’. Nella ripresa i grandi interventi di Nobile blindano i tre punti
Può in serie C un giocatore, un solo giocatore, fare la differenza come accade per i fuoriclasse in A. Può il singolo ricucire il gap che c’è tra la vittoria e una prestazione buona, ma non eccezionale. Può. Soprattutto se è in uno stato di forma strepitoso, se di nome fa Tommaso e di cognome Biasci. 7 occasioni in 90’ per il Cesena, una per la punta biancorossa ed è gol.
SE E FORTE BIASCI
Il problema del Cesena, la fortuna del Carpi, è proprio che Tommaso Biasci è forte un bel po’. Quando sono i padroni di casa a prendere il sopravvento, i biancorossi passano in vantaggio. Una vecchia regola del calcio. L’attaccante toscano si tiene palla sulla sinistra e si infila tra alcuni avversari. Saltato il primo, il secondo, il terzo, tiro a giro. Un gran gol che vale il vantaggio del Carpi. Manca poco alla fine del primo tempo, ma c’è ancora da soffrire. Prima Sarzi Puttini risolve una mischia furibonda in area piccola, poi è Nobile a farsi trovare pronto su Butic. Morale: ai punti meglio il Cesena, sul campo i biancorossi (e questo è quello che conta). Per Biasci è l’ottavo gol in campionato, il nono in stagione.
MERCOLEDI’, 18,30
Domanda del post-Vicenza e del pre-Cesena: subire l’ambiente esterno, vedi stadi pieni e tifo caldo, può diventare un problema per i biancorossi? Domanda lecita che, però, non ha trovato risposte al Manuzzi. Il catino romagnolo non è infatti gremito come di consueto (non ingannino i dati ufficiali). Il pubblico di casa si sente eccome, ma il mercoledì e le 18,30 non sono certo giorno e orario per giocare al pallone. Lo sottolinea anche la Curva Mare con un lungo striscione di protesta. Meglio per il Carpi che, dunque, deve affrontare un avversario (extra-campo) di meno. Nonostante questo, però, sono i romagnoli ad iniziare meglio. Nulla di trascendentale per carità, ma il Cesena sembra anche in grado di fare male: le azioni avversarie si sciolgono (per un motivo o per un altro) a ridosso dei trenta metri.
CALVARIO SARIC
Al Carpi, probabilmente, manca un po’ di profondità. Quella garantita da Vano che, per l’occasione, è tenuto a riposo. Al suo posto Cianci che, dunque, confezione il suo esordio dall’inizio: passaggio filtrante da applausi all’inizio, poi qualche difficoltà. Nel frattempo è iniziato il calvario di Saric. Prima una botta in testa che gli costa una fascia biancorossa in tinta con maglia e calzoncini. Quindi un problema al flessore, quello destro, che fa temere e parecchio. Nulla di grave sembra, ma il fastidio per il giocatore resta e si fa sentire. E così, mentre il Carpi confezionano poco, il Cesena trova l’occasione migliore: tiro di Zerbin alto a specchio sgombro. Succede nel primo tempo, nella ripresa lo stesso Zerbin sarà più preciso: grandissimo Nobile con la mano di richiamo.
VANO KO, MA SI RIPARTE
Il finale è sofferenza pura, il Cesena scende da tutte le parti (saranno 7 ghiotte occasioni in 90 minuti!). Il problema però un altro flessore, quello di Vano. Appena entrato, infatti, il bomber è costretto a dare nuovamente forfait. Tardando l’uscita dal campo, il centravanti romano viene anche ammonito. Era diffidato e salterà la gara contro il Padova, un match che comunque non avrebbe giocato per i suddetti guai fisici. Una tegola per il Carpi che, però, rimette la marcia e riparte dopo la sconfitta patita a Vicenza. —
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