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Il Modena scatta, poi va sotto: Varutti nel finale evita il peggio

Giovanni Balugani
Il Modena scatta, poi va sotto: Varutti nel finale evita il peggio

Vantaggio di Spagnoli al 19’, nella ripresa micidiale uno-due dell’Imolese in un minuto. All’86’ il terzino rimedia con il 2-2

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Per un attimo, nel finale, quando Varutti si è lanciato in contropiede alla caccia del gol vittoria sostenuto da tutto il Braglia, i tifosi canarini avevano sperato nel miracolo. Nel riuscire a completare il sorpasso sull’Imolese e portare a casa la vittoria. Così non è stato. E d’altronde non sarebbe stato neanche lo specchio fedele a quanto visto nei 90 minuti: il Modena ne ha regalati 30, scomparendo dal campo in balìa della squadra di Atzori scatenata e pure bella da vedere. Mignani si deve accontentare di un punticino (14 quelli totali della sua gestione su 7 gare) grazie alla prodezza balistica di Varutti che all’86’ salva i canarini.

NON COME al solito

La terza gara in una settimana, dopo due trasferte durissime, ha in qualche modo influito soprattutto sulla testa dei gialli che partono nel primo quarto d’ora con le marce basse rispetto al solito. Le alza Spagnoli quando si fa trenta metri di campo palla al piede servito da Varutti e arrivato in area brucia Rossi sul primo palo. È il 19’ e i gialli sono avanti senza aver fatto praticamente nulla. A quel punto il Modena ingrana e da lì alla fine del primo tempo gioca meglio e, senza gli strappi di Tulissi squalificato, sceglie di affidarsi alla regia avanzata di Pezzella. Il baby scuola Roma è croce e delizia di Mignani: il pubblico lo punzecchia - anche eccessivamente - quando tocca la palla una volta di troppo, ma è anche vero che in un centrocampo che si fonda sui muscoli di Davì e Rabiu (altra buona prova) serve qualcuno con i piedi buoni. Pezzella ce li ha e pazienza se per trovare la giocata sbaglia qualcosa. Perché poi può capitare che si inventi un assist delizioso come quello per Ferrario che da dentro l’area incoccia a colpo sicuro. Non ci crede nemmeno lui quando il portiere romagnolo blocca la palla sulla riga. Era il 42’ e la partita sarebbe stata chiusa.

il lungo blackout

La ripresa è altra roba, tanto che si ci si chiede se le squadre siano le stesse. L’Imolese che sembrava non riuscire nemmeno ad avvicinarsi all’area del Modena prende campo. I canarini non percepiscono il pericolo che cresce. Restano sui ritmi precedenti illudendosi che siano sufficienti e invece qualcosa è cambiato. Anche negli uomini, perché Atzori fa due sostituzioni che “spingono” sulla fascia destra Tentoni: è lui a ribaltare il match tra il 60’ e il 61’. Prima un cross rasoterra su cui Pacini è impacciato e provoca l’autogol di Davì, un minuto dopo chiudendo un’azione da Playstation con il cross rasoterra che Chinellato spedisce all’incrocio. E così quell’Imolese titubante che nel primo tempo non aveva creato nulla si trova avanti e continua a spingere da padrona del campo. Mignani - usando un eufemismo - non trova risposte nei cambi. Laurenti, De Grazia e Rossetti impiegano un’eternità a entrare in partita, Bruno Gomes non ci entrerà mai. Solo per l’imprecisione di Latte Lath che spara addosso a Pacini l’Imolese non cala il tris al 75’ e poi fa l’errore di concedere un minimo di campo al Modena.

la spinta del braglia

Basta un angolo fortuito conquistato da Rossetti per riattaccare la spina della squadra e svegliare il pubblico. La curva Montagnani si riaccende di colpo e il calcio si dimostra per l’ennesima volta materia allergica alle previsioni. Gli ultimi dieci minuti sono tutta adrenalina, perché il Braglia capisce che c’è speranza. E quindi spinge la squadra, che guadagna palle da fermo una dietro l’altra. Su quella calciata da Laurenti all’86’ arriva la respinta corta e centrale della difesa romagnola che Varutti trasforma nel 2-2. In fin dei conti giusto così. Anche se resta la netta sensazione che questo Modena fosse superiore all’Imolese. —



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