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Una “24 Ore di Daytona” amara per la Ferrari F488

Una “24 Ore di Daytona” amara per la Ferrari F488

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La “24 Ore di Daytona” lascia un grande amaro in bocca alla Ferrari F488, mai realmente nelle condizioni di poter lottare per un podio fra le vetture GTLM. La vettura di Maranello ha pagato caro il BoP (balance of performance) che cerca di livellare le prestazioni fra vetture differenti di potenza e cilindrata arrivando sempre a penalizzare qualcuno. La vettura di Risi Competizione ha faticato persino contro le GTD dimostrando meno velocità soprattutto sul dritto, poi una serie di problemi che ne hanno ulteriormente rallentato la corsa conclusa quando mancavano poco più di sessanta minuti alla bandiera a scacchi per una perdita di potenza che ha costretto i piloti ad alzare bandiera bianca. Serra, Rigon, Pieguidi e Calado hanno provato in vano a restare nelle zone alte ma già nelle qualifiche si era vista una differenza rispetto alle Porsche 911 (autore della pole) e della Bmw M8 vincitrice a fine gara. Nella classe GTD, buona la prova della vettura di Scuderia Corse, che ha portato in pista la F488 Evo 2020 Gt3, che è riuscita per buona parte della 24 Ore a tenere il passo degli avversari, puntando al podio.

Purtroppo nelle fasi finali della gara endurance l’equipaggio MacNeil-Westphal-Vilander-Balzan ha perso due giri per problemi ai freni vanificando l’ottimo passo tenuto durante la prova, ma lamentando una velocità inferiore ai rivali. —

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