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Sacchi: «Il calcio italiano è un po’ rozzo, ma De Zerbi e il Sassuolo sono diversi»

Stefano Aravecchia
Sacchi: «Il calcio italiano è un po’ rozzo, ma De Zerbi e il Sassuolo sono diversi»

Il “vate” di Fusignano ospite al Mapei Football Center dove ha seguito l’allenamento dei neroverdi 

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SASSUOLO. Arrigo Sacchi ormai è di casa al Sassuolo. Sia allo stadio che al Mapei Football Center. A legarlo ai colori neroverdi l’amicizia con l’amministratore delegato Giovanni Carnevali, ma anche un profondo legame di stima con il suo «pupillo” Roberto De Zerbi. Basta leggere l’ultimo libro scritto da Sacchi (“La Coppa degli Immortali”) per capire quanto l’attuale allenatore del Sassuolo si sia ispirato al “vate di Fusignano” nel formulare la sua idea di calcio. Non a caso fu proprio Sacchi a consigliare Carnevali di puntare su De Zerbi per il dopo Di Francesco. Mai banale il tecnico vicecampione del mondo a Usa 94 quando concede un’intervista, e anche ieri non si è sottratto alla regola.

CALCIO italiano ROZZO

«De Zerbi è bravo, mi piace perchè cerca di vincere con l'armonia. Il nostro è un calcio un po' rozzo in generale, d’altronde il pubblico chiede solo le vittorie, il risultato. Il fatto è che se uno gioca meglio dell'altro ha più possibilità di vincere. Il Sassuolo segue questa strada, nelle ultime partite ha fatto bene, spero che possa proseguire così».

lento RISVEGLIO

«Purtroppo l'Italia è un paese che ha il rifiuto culturale al cambiamento. Winston Churchill diceva che “cambiare non equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. Nel calcio italiano puntiamo molto sulle nostre capacità tattiche, sull’agonismo, la difesa e la qualità dei singoli. Adesso c’è un po’ di risveglio però i dirigenti non hanno pazienza. Roma non è stata costruita in un giorno, serve un po' di cultura sportiva in più ma, per mille motivi, facciamo a gara per non aiutare il tifoso ad acquisirla».

VAN BASTEN In panchina

«Nella mia idea di calcio il club con le sue regole, storia e competenza viene prima della squadra. Così come la squadra viene prima di qualsiasi singolo. Io ho sempre rispettato questa scaletta. Al Milan dopo due partite misi Van Basten in panchina: era bravissimo però non giocava con la squadra. Dopo l’ha fatto e ha vinto tre Palloni d’Oro...».

ruoli chiari

«Il Sassuolo è una società seria che cambia pochi allenatori e sta facendo cose molto buone, compreso questo splendido centro sportivo. Carnevali poi è un dirigente di alto livello, sempre sereno, non perde mai la testa ed è competente. Ha anche un altro pregio: non vuole fare l'allenatore e, come dico sempre io, ognuno deve fare il suo lavoro. Nel calcio i ruoli non vanno confusi».

Finita l’intervista Sacchi, lungo il corridoio d’ingresso del Mapei Football Center, incrocia De Zerbi, reduce dalla riunione tecnica. «Leggendo il mio libro dite che De Zerbi si ispira a me? Allora vuol dire che siamo in due a sbagliare...». —




 

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