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rugby. la parabola 

Smith, da mediano del Donelli Modena a ct della Nazionale

Luca Beltrami
Smith, da mediano del Donelli Modena a ct della Nazionale

Il sudafricano è stato un giocatore gialloblù nel 1994/95:  25 anni dopo siede sulla panchina dell’Italia al “Sei Nazioni”

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“Smith trascina il Donelli”.

Così il 24 ottobre 1994 la Gazzetta di Modena celebrava la prima vittoria in serie A2 del Modena Rugby. Determinante nel 22-19 sul Cus Roma fu la prestazione del mediano d’apertura, il 22enne sudafricano Petrus François “Franco” Smith, autore di diciassette punti al piede.

Chi avrebbe mai pensato che venticinque anni dopo quella partita sul campo di via Gasparini, quel rugbysta di talento sarebbe diventato nientemeno che il commissario tecnico della Nazionale italiana?

La prima tappa italiana di Franco Smith, l’uomo chiamato a guidare l’Italrugby dopo le dimissioni di O’Shea, è stata infatti Modena e il Modena Rugby.

Voluto dall’allenatore Peter Pelser e acquistato dall’allora direttore sportivo Almer Berselli, Smith ha da subito mostrato le sue doti tecniche, un piede raffinatissimo e qualità nelle giocate sopra la media: «Era alla sua prima esperienza in Europa, era giovane, ma già mostrava un approccio molto professionale, dentro e fuori dal campo - spiega Alessandro Mazzi, attuale direttore sportivo e vicepresidente del Modena Rugby 1965, che con Smith completava la mediana di quel Donelli-. Era già nel giro delle nazionali giovanili, un giocatore completo, di alto livello, con ottimi piedi. Modena per lui fu una scommessa, anche a livello personale, che ha affrontato con serietà e passione, e per il Modena Rugby è stato un privilegio avere un giocatore del genere».

La carriera di Smith è proseguita in Sudafrica, poi di nuovo in Italia, prima a Bologna poi a Treviso, dove vinse due campionati da giocatore e altrettanti da allenatore: «Anche se è restato solo una stagione a Modena - sottolinea Mazzi -, Franco è rimasto sempre legato alla città e alla nostra società. Per tanti anni ha continuato a sentirsi con Almer Berselli e con altri compagni di squadra dell’epoca, segno che l’esperienza sotto la Ghirlandina gli è rimasta dentro».

C’è quindi la possibilità di rivedere a Modena il tecnico della nazionale?

«Ovviamente se ne parlerà dopo il Sei Nazioni, noi ci stiamo provando - risponde l’ex numero 9 biancoverde -. La nostra idea è di organizzare un incontro dedicato ai ragazzi del settore giovanile, mentre è da escludere una sua presenza al torneo Mucchi». —



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