Magnani: «Ho sbagliato, a Sassuolo per ripartire»
«Con De Zerbi abbiamo chiarito tutto. E qui si respira un’aria molto postitiva»
Nella scorsa stagione l'esordio in Serie A con la maglia neroverde contro l'Inter, poi per Giangiacomo Magnani un girone d'andata buono seguito da una lenta discesa, culminata con la mancata convocazione per il ritiro estivo e il trasferimento a Brescia, da dove è appena tornato: «Forse avrei preferito fare un percorso diverso - le parole del difensore del Sassuolo - ma sono dell'idea che da tutto si debba imparare qualcosa. Quest'anno mi ha dato tanto, non solo dal punto di vista calcistico, ma anche da quello dei rapporti, quindi diciamo che non mi sono annoiato, ma sono contento a metà». A Brescia solo 209 minuti giocati: «Ho avuto parecchi problemi fisici, non sono praticamente mai stato in grado di dare il mio contributo. Alla fine della stagione scorsa mi sono operato di ernia inguinale e all'inizio di questa ho avuto due lesioni muscolari che mi hanno tolto anche ciò che avevo guadagnato successivamente all'intervento. In questo momento sto bene».
L'addio al Sassuolo aveva lasciato molti strascichi: «Tutto nasce da una frase che ho detto, forse anche stupidamente, a inizio stagione (“De Zerbi e Corini per ora mi sembrano molto diversi e spero che le cose restino così”, n.d.r.), la cosa è stata ingigantita e mal interpretata, la mia voleva essere solo una battuta, comunque io e Roberto ci siamo chiariti e sono contento di essere qui».
Il sereno è tornato sul campo del Rigamonti: «Ho chiesto scusa a De Zerbi perché mi sentivo di doverglielo. Un giocatore, quando sa di essere sempre esposto alla gogna mediatica e decide di fare una battuta del genere, deve essere consapevole che possono esserci delle conseguenze. Stupidamente l'ho fatta, quindi mi sembrava giusto chiedere scusa per quanto detto, perché era sicuramente evitabile, poi lui ha espresso un parere su di me e ci siamo confrontati, sono cose che rimarranno tra di noi. Il mister ha detto che devo migliorare in alcuni aspetti? Credo si riferisca a quello mentale, penso che i dissapori avuti l'anno scorso siano stati dovuti al mio carattere e al poco tempo che ho avuto per adattarmi al gioco e all'ambiente della Serie A».
Magnani si dice felice del ritorno in neroverde: «La cosa era nell'aria da un po', ma si è concretizzata nell'ultima settimana di mercato. Credo ci siano stati dei contatti con altre squadre, ma a Sassuolo sono sempre stato molto bene e ho voglia di riscattare il passato. La squadra somiglia a quella dell'anno scorso, sicuramente è aumentata la qualità, è forte, molto unita e con tanta voglia di fare. Ora c'è una grandissima intensità, veniamo da due vittorie molto positive, si respira un'aria buona». E nello staff di De Zerbi c'è Paolo Bianco, allenatore di Magnani a Siracusa: «È una figura alla quale sono affezionato, che mi ha dato tanto in passato, abbiamo un ottimo rapporto e sono contento di averlo ritrovato qui». Finora i minuti in campo sono stati solo quattro: «La concorrenza è tanta, più dell'anno scorso, ma quando è sana aiuta a crescere ogni componente della rosa».
Sulle spalle di Magnani il numero 32: «Avrei voluto il 64, che è l'anno di nascita di mio papà, ma non era disponibile, per cui ho scelto il 32 perchè è evocativo, mi piaceva l'idea di girare il 23 dell'anno scorso e ripartire». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

