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Un Carpi in silenzio cerca conferme contro il Piacenza

Fabio Garagnani
Un Carpi in silenzio cerca conferme contro il Piacenza

Come una settimana fa bocche cucite alla vigilia  di una sfida che mette in palio punti pesantissimi

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CARPI. Un’altra partita spartiacque per il Carpi di Riolfo, come ormai lo saranno tutte da qui alla fine: per saltare l’asticella fissata all’altezza del primo posto, del resto, bisogna correre e correre sempre più forte. Il rischio, ad ogni salto, è che la caduta faccia male, soprattutto quando le avversarie dirette, Vicenza e Reggiana, sono attese da appuntamenti nient’affatto irresistibili, almeno sulla carta.

Nel frattempo, il patron biancorosso Stefano Bonacini ha inaugurato un singolare silenzio stampa a singhiozzo: oggi non parla nessuno, domani un giocatore e dopodomani ancora nessuno. Fino a far saltare la tradizionale conferenza stampa pre partita per la seconda volta consecutiva. Per una squadra terza in classifica non se ne capisce la ragione. Fatto sta che anche prima del Piacenza, com’era stato prima della Reggiana, ai tifosi biancorossi son negate le parole del tecnico.

IMPEDIRE LA FUGA

I cinque punti che separano il Carpi dall’immediata inseguitrice, l’Alto Adige, consentono di tenere il naso all’insù e provare a reggere il ritmo di Vicenza e Reggiana.

I biancorossi di Di Carlo giocheranno subito dopo Pezzi e compagni, alle ore 17,30 al Menti contro la Virtus Verona, in crisi di risultati da ben undici giornate, durante le quali ha conquistato una sola vittoria a Fano.

I granata di Alvini cercheranno invece riscatto dalla manita del derby nel posticipo di lunedì sera in casa contro l’ArzignanoChiampo, impantanato nella lotta per non retrocedere e ora in leggera ripresa nonostante la debacle di Bolzano. Due appuntamenti a pronostico apparentemente chiuso, che costringono la squadra di Riolfo a cercare di nuovo l’impresa, di nuovo in un derby.

SUPERARE SE STESSO

Battere il Piacenza per superare se stesso: per la prima volta in questo girone di ritorno, il Carpi di mister Riolfo ha la possibilità di migliorarsi rispetto all’andata. Con tre punti salirebbe infatti a quota 12 dopo sette giornate di ritorno, uno in più di quelli conquistati all’andata. Se riuscisse a conservarlo fino alla fine, vorrebbe dire chiudere a 83 punti.

Tanti, anche se ai ritmi attuali rischiano di non essere sufficienti. Quel che è certo è che i punti per migliorarsi vanno fatti nelle prossime sei partite, Piacenza compreso. Nel confronto con l’andata sarà infatti impossibile farlo nelle restanti, quando l’obiettivo massimo potrà essere eguagliare le sette vittorie consecutive conquistate tra novembre e dicembre che chiusero il girone.

VECCHIO AVVERSARIO

Franzini, che siede sulla panchina del Piacenza, è una vecchia conoscenza biancorossa: a lui, in veste di giocatore, si deve l’ultima vittoria del Sassuolo al Cabassi. Un suo rigore sul filo del 90’ concretizzò l’1-0 in C2 nella stagione 1999-00 con il quale i neroverdi di Balugani superarono il Carpi di Specchia. Non è l’unico gol segnato da Franzini al Carpi, anche se l’altro ebbe tutt’altri effetti sui biancorossi, che vinsero comunque 2-1 sul Brescello il 31 agosto 1994 passando il primo turno di Coppa Italia. —




 

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