Locatelli: «A Sassuolo ero partito col piede sbagliato, ora sogno una grande squadra»
Il centrocampista racconta la sua rinascita in neroverde. Con un pensiero alla Nazionale
SASSUOLO. Uno dei volti di questa stagione del Sassuolo è quello di Manuel Locatelli; il centrocampista, a soli 22 anni, sembra pronto per quella consacrazione che tanti pronosticavano per lui fin dagli esordi con il Milan. In effetti, Locatelli ha debuttato giovanissimo, bruciando le tappe e, forse, pagando anche le tante pressioni, come ha rivelato a DAZN: “Sono un ‘giovane-vecchio’: ho iniziato presto e ora, a 22 anni, ho già dell’esperienza. Spero di essere ancora una promessa, ma soprattutto spero di essere una realtà”.
I suoi primi passi in serie A sono stati scintillanti e la sua rete col Milan contro la Juve è un ricordo indelebile: “Quel gol è stata l’emozione più bella della mia vita: davanti a 80mila persone e contro Buffon, il portiere più forte della storia! Dopo quel gol hanno creato aspettative esagerate su di me: non mi sono montato la testa, però molti mi spingevano a credere che dovessi fare di più. Non ero pronto e ho sofferto”.
Locatelli, quindi, ha deciso di ripartire da Sassuolo: “Quando c’è un ostacolo davanti, si fanno tre passi indietro per prendere meglio la ricorsa e riuscire a saltarlo. Dopo il Milan, avevo bisogno di staccare, non mi trovavo più, la società non credeva in me e sono venuto qui. Nei primi mesi non è stato semplice, perché non ero venuto con la giusta mentalità, poi ho capito qual era l’atteggiamento e ora cerco di fare il massimo”.
Forse il club neroverde era scritto nel destino di Locatelli: “Il mio primo gol in A è stato contro il Sassuolo: ho segnato al 73’, che è il mio numero di maglia, e contro Consigli, mio attuale compagno di squadra”.
Ora Locatelli pare essere entrato in una nuova fase della carriera: “Ho più continuità, leggo meglio le situazioni e sono più convinto nella giocata, questo perchè sento fiducia dell’ambiente. In campo, sono cresciuto fisicamente e mentalmente e sento di poter fare più ruoli, anche se il mio preferito è mediano di sinistra nel centrocampo a due. Devo ancora migliorare, in primis dovrei fare gol”.
Il futuro sembra roseo: “Prima o poi, vorrei tornare in una grande squadra, ma adesso penso solo al presente. La Nazionale? Mancini ha detto belle parole su di me, che mi spronano a fare meglio”. —
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