Biondini, lo skiman di Frassinoro dietro i trionfi di Dorotea Wierer
La due volte iridata mondiale gli rende onore: "Il lavoro di Simone è fondamentale"
FRASSINORO. Simone Biondini? «Il suo lavoro è fondamentale». Parola di una biatleta d’oro. L’azzurra Dorothea Wierer è fresca di due allori mondiali. A Rasun-Anterselva, nel suo Alto Adige, ha conquistato la prova dell’inseguimento e la gara individuale. Un successo da celebrare sul podio, di cui gioisce dietro le quinte Simone Biondini.
Originario di Frassinoro, di professione fa lo “skiman”. Come il “caddie” nel golf, segue da vicino un atleta e gli indica i migliori “ferri” da utilizzare. Nel caso dello sci, dà consigli sui modelli e sulle scioline in relazione alle piste per essere più efficace. «Con gli sci buoni ti senti molto meglio - riconosce Wierer -. L’atleta poi deve andare forte, ma con gli sci buoni sei a metà dell’opera». L’omaggio della campionessa giunge inaspettato. Alessandro Iori di Trc stava infatti intervistando il frassinorese. Biondini s’era detto «molto contento, orgoglioso e fortunato» di seguire un’atleta come «Doro», come la chiama amichevolmente. «Sono da tanti anni nella squadra - svela Biondini - e adesso lei è praticamente una tra le più forti della storia a livello femminile».
I numeri parlano da sé. La 29enne altoatesina ha trionfato in tutti e sette i formati di gara che compongono il biathlon (individuale, sprint, inseguimento, partenza in linea, staffetta, staffetta mista e gara a squadre). È la terza atleta di sempre, la seconda donna e la prima italiana a esserci riuscita.
«Ha un modo di fare sempre sorridente - tributa Biondini alla domanda su come sia fuori dalle piste - ed è pronta alla battuta».
Pronta la reazione dello skiman, che passa il telefono alla campionessa per proseguire l’intervista. Così l’azzurra svela che l’uomo di fiducia frassinorese «è molto divertente» e che la collaborazione va avanti «da quando sono in Coppa del Mondo». I due successi non la scompongono perché il Mondiale va avanti e «bisogna rimanere concentrati». Il suo obiettivo resta di «fare ancora bene, poi si vedrà il risultato finale». Il telefono torna nelle mani di Biondini, che riconosce come l’obiettivo sia «finire nel migliore dei modi possibili il mondiale». A medio termine c’è la Coppa del Mondo, in cui Wierer «è in testa con un bel margine».
Tra due anni ci sono le Olimpiadi. «Si vedrà, penso che andrà avanti», la previsione dello skiman frassinorese. Alla domanda sul valore dell’atleta Biondini non ha dubbi: «può diventare un nuovo simbolo dello sci azzurro, come Deborah Compagnoni». —
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