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Sassuolo, Magnanelli da oltre un mese è finito in naftalina

Andrea Fratti
Sassuolo, Magnanelli da oltre un mese è finito in naftalina

Nelle ultime 5 partite il capitano ha giocato solo 10 minuti: dopo Udine mister De Zerbi gli ha sempre preferito Obiang

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SASSUOLO. Appena dieci minuti giocati nelle ultime 5 partite rappresentano una notizia, soprattutto se chi li ha disputati si chiama Francesco Magnanelli , uno che, da 15 anni, rappresenta il Sassuolo con storica costanza. Nell’ultimo periodo, il “puma” è uscito dalle rotazioni di De Zerbi, che, dalla vittoria contro il Torino, ha preferito dare continuità ad altri titolari, cambiando il meno possibile l’undici iniziale. La coppia mediana del momento è quella formata da Obiang e Locatelli: se l’ex Milan sta vivendo una stagione d’oro, rendendo improbabile l’idea di sostituirlo, è l’ex Samp e West Ham ad aver scalzato Magnanelli nelle gerarchie. Ovviamente, nello schieramento 4-2-3-1, i posti a disposizione per i centrocampisti sono limitati e, nonostante la cessione di Duncan abbia liberato una casella, la concorrenza rimane elevata, costringendo qualche pezzo pregiato alla panchina. Capitan Magnanelli, a 35 anni e dopo un avvio di campionato condizionato da uno stiramento, nel girone d’andata è riuscito progressivamente a guadagnare minuti, finendo per risultare uno dei neroverdi più utilizzati tra l’8ª e la 16ª giornata; da quel momento, però, qualcosa è cambiato e, salvo i 90’ disputati nella sconfitta di Udine, il suo personale contachilometri è rimasto quasi fermo. Dopo aver guardato da spettatore tutta la gara con la Spal, contro il Parma ci si attendeva di vederlo in campo almeno per uno spezzone, invece De Zerbi ha preferito rispolverare Bourabia, inserendolo nella ripresa. Il riposo forzato per Magnanelli non è una novità assoluta nelle strategie del tecnico bresciano, che è infatti solito applicare alcune rotazioni “lunghe”, per sfruttare al massimo certi giocatori nei momenti di forma; all’andata, ad esempio, era toccato ad Obiang rimanere in panchina a lungo. Non è difficile immaginare che, con 14 giornate da giocare, con una salvezza da conquistare e, chissà, con qualche altro sogno da inseguire, serviranno ancora in un prossimo futuro le energie del capitano neroverde.

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