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«Contenti di Sarri: il dogma è vincere» Agnelli traccia la rotta della nuova Juve

«Contenti di Sarri: il dogma è vincere» Agnelli traccia la rotta della nuova Juve

domani bianconeri a lione a caccia del sogno champions 

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TORINO. Dogma ed eresia. Se il calcio è una fede, figurarsi che cosa può essere la Juventus per Andrea Agnelli. E così, alla vigilia degli ottavi di Champions che vedranno i campioni d’Italia impegnati domani sera a Lione, le parole pronunciate dal presidente bianconero fanno riflettere.

Perché Agnelli parla raramente in pubblico e un’ora di intervista a tutto campo su Radio24 serve per fissare dei paletti e soprattutto tracciare la rotta.

«vogliamo vincere»

«Chi vuol vincere è juventino – ha detto chiaramente quando il ragionamento si è spostato su risultati o bel gioco –: questo è il nostro dogma. Abbiamo vinto otto scudetti, faremo di tutto per vincere il nono e vorremmo anche il decimo, ma la statistica dice che non sarà sempre così. Noi dobbiamo andare al di là delle statistiche». Chissà se è per questo che è stato scelto Sarri. «Lo volevamo e l’abbiamo preso – sottolinea Agnelli –: noi siamo molto contenti di Sarri, al di là delle cene che facciamo. Abbiamo un contratto di tre anni, la forza di un’idea è nella prosecuzione del tempo e la priorità è proprio questa».

Un modo per rinforzare la posizione del tecnico («Il bilancio dei primi sei mesi è ottimo: stiamo rispettando le aspettative»), viste le difficoltà dell’ultimo periodo e l’ipotesi Guardiola che aleggia.

«Dire che nessuno pensi a Guardiola sarebbe un’eresia – spiega il presidente –, però in questo momento della sua vita lui è estremamente felice dov'è, al di là delle contingenze. Se io sono felice dove sono, difficilmente lascio».

l’elogio di paratici

Come sempre saranno i risultati e le vittorie a stabilire il futuro di tutti. Non solo di Sarri, che per altro in Europa è imbattuto da due anni, ma anche del ds Paratici. «È un grandissimo dirigente e non è sotto esame – lo difende Andrea Agnelli –: la mia abitudine è valutare una stagione intera e pensare di voler vincere tutti gli anni a febbraio è sciocco. La squadra l’ho vista bene, serena ed è in crescita: ora si entra nel vivo». C’è da battere l’Inter di Conte («Lui è una bandiera juventina») e la sorpresa Lazio («Temo la loro spensieratezza: non hanno l’obbligo di vincere»), ma soprattutto c’è da coltivare il sogno Champions.

«Abbiamo grande consapevolezza dei nostri mezzi», dice il presidente in radio nel giorno in cui il titolo Juve perde quasi il 12% in Borsa dopo la semestrale negativa per 50 milioni di euro. «Il piano quinquennale serve per mantenerci competitivi - rilancia Agnelli -, sapevamo che questo sarebbe stato un anno di trasformazione». —

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