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Leo Shoes, mi hai fatto piangere. Rincuorato dal Modena

Leo Shoes, mi hai fatto piangere. Rincuorato dal Modena

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23 febbraio, alle ore 18 alla Unipol Arena di Bologna si è giocata la Finale della Coppa Italia 2020 di volley maschile, tra Civitanova-Perugia. Sul parquet i detentori del titolo contro i campioni d’Europa e del mondo in carica. Sono sotto una cappa pesantissima di dolore e delusione atroce. Non si commetta l’errore di cercare scuse. Doveva essere l’ora della rivincita. Attendevo questo giorno da un anno intero, da quando la Sir Safety Perugia (9 maggio 2019), con la partecipazione del gigante Leon , mi travolse insieme a Velasco in semifinale della Coppa Italia. È accaduta la stessa cosa. Sono stati dispersi altri milioni di euro (i vecchi miliardi di lire) per fare la stessa fine: 0-3 . Sto malissimo. 0-3. Non riesco a rassegnarmi. Neanche l’arrivo di Salterrello e Puffetta, le nuove “maschere” della Società del Sandrone , sono servite. Non mi consoleranno le prossime vittorie quando non serve a niente o a poco. In questa città sono nato e probabilmente ci morirò. La maggior parte di chi c’è adesso prima non c’era. Poi se ne andrà. Rimarremo solamente noi veri tifosi e amanti, con la Sindrome di Stoccolma, di questa Maglia. Percepiamo cosa vuol dire per un modenese perdere giocando a pallavolo? Non abbiamo bisogno di “insegnamenti comportamentali” da chi non è cosciente di che cosa sia essere “partecipi” al PalaPanini. Alzi la mano chi era presente all’inaugurazione del 1985 del “Tempio del volley”. Solo gli stolti mixano l’ indifferenza e l’arroganza con reprimende fuori luogo. Dove eravate quando ad Amstelveen (Olanda) l’11 marzo 1990 si vinse la Coppa Campioni sconfiggendo nella finale i francesi del Frejus e accompagnavamo in oltre mille anime il Presidentissimo Giuseppe Panini per festeggiare? Maestrine dalla fasulla penna rossa dove eravate nel 1990/1991, quando come Philips, ” senza scarpe e in costume da bagno”, Pippi, Conte, Kantor, Sacchetti, Martinelli, Fabbrini, Besozzi, Petrelli, Lavorato e compagni battevano la stratosferica e invincibile “Armada” del Messaggero Ravenna con Kiraly, Timmons, Vullo, Gardini, Bovolenta, Errichiello e altri? Cosa stavate facendo quando, con Giovanni Vandelli, per gli avversari era un onore arrivare anche solo al parcheggio del Palasport perché erano ”consapevoli” di cosa volesse dire poter giocare in Viale dello Sport 25? Quanto batteva forte il vostro cuore nel seguire le imprese del Team allestito dalla Famiglia Grani o tenuto in vita da Antonio Barone e Pietro Peja? Che importanza date al nostro “passato”? Dov’è il Museo del Volley? Dove sono le “Gigantografie di chi ha fatto la nostra storia? Speravo di poter concretizzare i miei e i sogni di tifosi Incredibili! Questa pallavolo fatta di luci e coreografie sgradevoli che nulla hanno a che vedere con questo gioco e non fanno altro che scimmiottare altre discipline sportive disputate in altri Paesi. Ora non ci rimane che la “coppetta“ e la voglia di accalappiare lo scudetto. Voglio farmi altro male. Sono certo che i “nostri Eroi” saranno immersi in un oceano di umiltà e pentimento. Per le Olimpiadi c’è ancora tanto tempo…

Serie C Girone B Modena–Alto Adige. 6.129 anime nonostante le scosse telluriche, per fortuna senza conseguenze, hanno sofferto, trepidato, imprecato, per poter poi alla fine esalare un sospiro di pace. Il Dottor Spagnoli aveva fatto la grazia. Nonostante le nostre ciclopiche regalie ci siamo saltati fuori. —

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