Righi: «La Lega chiederà di poter tornare in campo anche a porte chiuse»
Completamente fermo il mondo del volley sino a domenica prossima, primo marzo. Ecco il comunicato con cui la Fipav ha bloccato tutte le società di pallavolo italiane, di ogni categoria ed età fino a nuovo ordine.
«La Federazione italiana pallavolo, congiuntamente alle due leghe di serie A maschile e femminile, rendono noto di aver deciso di sospendere l’intera attività pallavolistica nazionale a tutti livelli fino al 1° marzo compreso».
Una precauzione per far fronte all'espandersi del contagio del nuovo Coronavirus, stesse misure che sono state adottate anche per tutti gli altri sport nazionali. In fondo al comunicato però si legge che «la Lega pallavolo serie A auspica che le autorità competenti autorizzino incontri a porte chiuse a partire dal 2 marzo».
È questa infatti la strada che vuole percorrere il volley nazionale, cercare di non perdere nessuna giornata di campionato facendo disputare le gare a porte chiuse. Il calendario della pallavolo internazionale non permette alla Superlega alcun tipo di modifica del calendario, già abbastanza pressato e che deve far fronte anche agli impegni europei di cinque squadre del campionato (Modena, Perugia, Civitanova, Milano e Trento).
A breve si attende una risposta ufficiale, ma potrebbe essere questa la soluzione adottata per non far fermare lo sport in Italia per non trasformare il rinvio di qualche giornata nello stop definitivo dei campionati.
Disputare gli eventi sportivi «a porte chiuse è la strada giusta»: lo ha detto ieri Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo Oms nominato consigliere del ministro della salute, Roberto Speranza.
«La prima strategia è non far incontrare persone in luoghi dove sono a stretto contatto tra di loro. Ho consigliato nella veste di tecnico sanitario e di persona appassionata di sport che giocare a porte chiuse e' la strada giusta».
La prima della serie sarà quella di Coppa Cev contro l’Ajaccio in programma mercoledì prossimo 4 marzo? —
F.C.
