Covili: «Tirreno-Adriatico, Croazia e Coppi e Bartali i miei prossimi obiettivi»
Siamo a fine febbraio e il ciclismo internazionale ha già macinato tantissimi chilometri. In giro sulle strade del mondo, quello dalla “parte opposta”, dove sono in piena estate, si sono già disputate alcune gare a tappe con gli italiani in veste di apprendisti.
L'unico modenese professionista, Luca Covili da Sant’Antonio di Pavullo ha già preso a parte ad un paio di queste gare.
«Ho debuttato sulle strade dell'Isola di Maiorca dove si sono disputate tre gare - racconta Covili. - Non è andata male, ma chiaramente gli spagnoli erano i più agguerriti in quanto gareggiavano “in casa” e hanno fatto la parte dei leoni. La settimana successiva abbiamo partecipato alla Volta Valenciana. Un tracciato impegnativo con tante salite suddivise in cinque frazioni. Tra gli avversari molti erano ancora alla ricerca della “gamba” e pensavano al Tour de France. Velocità sempre elevata e un ritmo che non lasciava spazio alle improvvisazioni. Io ho cercato di mettermi in evidenza; e al termine mi sono sentito di avere raggiunto un bella condizione».
Dalla Spagna trasferimento sul Bosforo.
«Sì, subito dopo abbiamo preso parte al Tour of Antalia che si svolgeva sulle strade della Turchia. Direi che ne sono uscito bene. Chiaramente ognuno di noi ha svolto un lavoro inerente al programma stagionale che gli è stato assegnato».
A Covili non mancano già gli impegni.
«Dovrei partecipare alla Tirreno-Adriatico e successivamente al Giro della Croazia e ancora alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali».
Luca Covili classe 1997, in tasca il titolo di Perito Informatico, è alla sua seconda stagione tra i professionisti ed è stato confermato dal team Bardiani.
Lo scorso anno ha avuto varie occasioni di mettersi in bella evidenza, come dimostra il Tour de Limousin in terra di Francia, dove il pavullese ha conquistato la maglia di leader degli scalatori.
«Rispetto allo scorso anno mi sento molto migliorato. Già nelle gare di apertura, sento che riesco a difendermi bene. Lo scorso anno avevo paura, specialmente nelle prime corse, mi sentivo insicuro. Invece in queste prime corse della nuova stagione, mi sento molto più sicuro dei miei mezzi. Cerco di fare meno errori e sopratutto mettermi in bella evidenza in attesa delle grandi gare a tappe. Diciamo che giorno dopo giorno, sento che il ciclismo mi si addice. È lo sport che ho sempre sognato».
Nessun idolo in particolare per il talento di Sant’Antonio.
«Non ho un campione a cui fare riferimento, da quando li frequento, mi sento sempre più uno di loro. Però mi accorgo sempre più che quando accelerano per noi “piccoli” la cosa si fa sempre più impegnativa. Però sento che la gamba regge sempre di più. Pertanto, il giorno in cui arriverò su uno dei gradini del podio, beh, allora mi renderò conto di quanto sia bello correre in bici. Quello sarà i il giorno in cui il mio sogno di emulare i grandi, si starà avverando». —
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