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Niente voli dall’Italia causa coronavirus Salta il primo Gp, in forse anche il secondo In Qatar in pista soltanto Moto2 e Moto3

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LoSAIL (QATAR). Il primo Gran premio del Motomondiale di MotoGp, in programma in Qatar l’8 marzo a Losail, è stato cancellato per l’emergenza coronavirus. E anche quello successivo, in Thailandia, sta per essere spostato ad ottobre. È quanto emerso ieri sera, quando l’associazione mondiale dei costruttori ha comunicato ai team il rinvio. A Losail dovrebbero correre solo Moto2 e Moto3, perché i team sono già presenti in loco.

È la restrizione ai viaggi dall’Italia a causa dell’epidemia a motivare la cancellazione del Gp d’esordio del Mondiale della MotoGp: in un comunicato dei costruttori si legge che «a causa delle restrizioni ai viaggi in Qatar messe in vigore per i passeggeri dall’Italia, oltre ad altri paesi, la classe regina non gareggerà a Losail».

Ieri a Losail è andato in scena l’ultimo giorno dei test della classe regina in Qatar, nel quale i team hanno mandato in pista le moto nella configurazione più vicina a quella da gara, è terminato con 18 piloti racchiusi in meno di un secondo, dall’1’53’’858 di Maverick Vinales con la Yamaha all’1’54’’830 di Cal Crutchlow con la Honda LCR.

Lo strapotere di Marc Marquez nel corso del 2019 (con il record di punti conquistati, 420, il quarto mondiale consecutivo MotoGp, vinto con quattro gare d'anticipo, salendo sul podio in 18 gare su 19) ha sì confermato l’unicità di un campione, ma ha anche sgonfiato l’entusiasmo degli appassionati. Venti gare (si è aggiunta la Finlandia) per cercare di interrompere il regno dello spagnolo, quest’anno affiancato nel team della Honda ufficiale dal fratello Alex, fresco del titolo in Moto2.

Il più in forma alla fine dei tre giorni in Qatar è parso Vinales, non solo per il miglior tempo, ma per la costanza nel ritmo che ha imposto. In evidenza anche Franco Morbidelli e Fabio Quartararo con le Yamaha Petronas, segno di una M1 oggettivamente cresciuta. Qualche parola a parte merita Rossi. Se ci si limita alla lettura dei suoi tempi nei test in Malesia e Qatar (dove ha chiuso addirittura 12esimo nella classifica combinata), l’impressione è che molti dei problemi che nel recente passato hanno afflitto la sua Yamaha, a cominciare dalla mancanza di grip al posteriore, siano ancora lì. «Abbiamo svolto un po’ di simulazioni e purtroppo nella seconda parte di gara abbiamo i problemi del 2019 - ha ammesso lui stesso - Vado un po’ in crisi con le gomme, il mio passo nella seconda parte non è stato velocissimo. È questo che non ci lascia tranquilli». —

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