Coronavirus: il Sassuolo nelle prossime quattro gare nell’occhio del ciclone
Nel giro di venti giorni affronterà tre squadre lombarde (Brescia, Inter, Atalanta) e una veneta (Verona): per ora a porte aperte, ma oggi si chiuderanno
SASSUOLO. Sono passati diciassette giorni dall’ultima partita giocata dal Sassuolo. Ieri pomeriggio i neroverdi hanno ripreso ad allenarsi al Mapei Football Center a porte chiuse, ma con la prospettiva di poter finalmente tornare in campo lunedì nel recupero contro il Brescia. «Non vediamo l’ora di giocare, non possiamo saltare tante gare anche per ragioni tecniche. Se smetti di giocare, perdi anche il ritmo partita» - ha detto l’amministratore delegato Giovanni Carnevali-. Idea condivisa da tutti in casa Sassuolo, mister De Zerbi e i giocatori in primis. Nell’assemblea straordinaria in programma oggi dovrebbe essere ratificato dalle società il nuovo calendario “disegnato” dalla Lega martedì sera dopo i rinvii per l’emergenza Coronavirus. Confermato lo slittamento delle giornate, con Juventus-Inter in programma il 9 marzo (anche se il club nerazzurro si è messo di traverso perchè vuole giocare prima il recupero con la Sampdoria) e un turno infrasettimanale introdotto il 13 maggio. Per il Sassuolo un mini tour de force che lo vedrà sfidare a stretto giro di posta lunedì 9 il Brescia (ore 18,30), domenica 15 l’Inter al Meazza (ore 18), il mercoledì successivo - 18 marzo - l’Atalanta al Gewiss Stadium (ore 18,30) e domenica 22 il Verona al Mapei (ore 15). Quattro avversarie - tre lombarde e una veneta - espressione di due regioni che, assieme all’Emilia Romagna, registrano il maggior numero di contagiati in Italia. Al momento la decisione delle istituzioni sportive presuppone che lunedì 9 marzo cessi il divieto di apertura delle manifestazioni sportive al pubblico, in vigore fino alla mezzanotte di domenica 8. Dunque tutte le partite del Sassuolo sono calendariate a porte aperte. Il che significherebbe bresciani lunedì a Reggio, trasferte per i sassolesi a Milano e Bergamo e il 22 veronesi in trasferta al Mapei Stadium. Uno scenario pericolosissimo, inimmaginabile per chiunque sia dotato di buon senso, c’è dunque da augurarsi che queste gare si disputino a porte chiuse per evitare ulteriori contagi. E pazienza se qualcuno storcerà il naso: la salute viene prima di tutto. Tutti questi discorsi potrebbero comunque essere azzerati se il Governo, come ventilato nella serata di ieri, decidesse di fermare tutto lo sport per un mese. Ma più probabilmente si deciderà di giocare a porte chiuse.
Dal canto suo il Sassuolo Calcio - come confermato dal segretario generale Andrea Fabris - «sta rispettando alla lettera le linee guida dei medici italiani, con sanificazione quotidiana degli ambienti del Mapei Football Center e massima attenzione nell’evitare concentrazione di persone». Nel documento inviato a tutte le società dalla FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana) sono elencatidiciotto suggerimenti da seguire per evitare la diffusione del coronavirus nel mondo dello sport: dal non bere nella stessa bottiglietta fino ad informare il personale sanitario di eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena. Fino a ieri al Mapei Football Center si sono allenati a porte chiuse prima squadra e Primavera, oggi riprenderanno a lavorare i più giovani, dall’Under 18 all’Under 15, formazioni che verranno alternate sui campi d’allenamento, smistandole anche negli impianti di Fiorano e Castellarano. Invece la prima squadra femminile, come sempre, si allena a Reggio.
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