Gazzetta di Modena

Sport

il tentativo di normalità è durato poco 

Sconcerto, dubbi e timori Quella surreale vigilia di una sfida fantasma

Gianluca Oddenino
Sconcerto, dubbi e timori Quella surreale vigilia di una sfida fantasma

2 MINUTI DI LETTURA







Il ritorno alla normalità è durato una manciata di ore. Il tempo di un allenamento e di far parlare gli allenatori come in una qualunque vigilia di partita, poi il sipario su questo surreale Juve-Milan è calato definitivamente, dopo l’ennesimo balletto e l’ormai tradizionale rincorrersi di voci. Dal si gioca a porte aperte con restrizioni si è passati all’ipotesi delle porte chiuse per tutti, come già abbozzato lunedì pomeriggio, salvo nuovo dietrofront, fino alla decisione del Prefetto di Torino di rinviare la semifinale di Coppa Italia a data da destinarsi.

Una decisione ufficializzata alle 21.30, quando il Milan aveva già cenato nel ritiro alle porte della città e la Juve cercava di capire se Ronaldo (in Portogallo per stare vicino alla madre) sarebbe tornato in tempo per la sfida. Facile immaginare lo spaesamento di giocatori, tecnici e dirigenti – in primis i rossoneri ripartiti dopo le 23 dall’Air Palace di Leinì per tornare a Milanello con il pullman societario – figurarsi quello dei tifosi. Che ora cercano di capire cosa succederà adesso: non solo per i biglietti, lo Stadium era tutto esaurito, ma per il destino stesso del calcio italiano ai tempi del coronavirus. Juve e Milan hanno tentato di pensare solo al pallone, provando la miglior formazione possibile per conquistare la finale di Coppa Italia, ma i piani sono saltati all’improvviso. E ora fanno quasi tenerezza le frasi di Sarri e Pioli, impegnati a spiegare il valore di questa sfida fantasma provando a dribblare tutto quel che stava succedendo fuori dal campo. «Questi giorni senza calcio non sono stati semplici – ha commentato il tecnico rossonero, in odore di dimissioni dopo il caos societario con l’addio di Boban –: stavamo preparando la partita con il Genoa e poi all’ultimo momento non si è giocata». Ora il bis, come per la Juve che ha saltato l’Inter e, di fatto, è ferma dalla sconfitta in Champions di Lione di una settimana fa.

«Questa è una squadra che ha la possibilità di fare meglio e deve fare meglio – spiega l’allenatore bianconero – poi dobbiamo adeguarci a tutte le situazioni: se la partita non c’è, non c’è. Non facciamo previsioni, perché il momento non lo consente e non voglio dire come si è allenata la squadra, perché mi sembra che porti sfiga». La battuta strappa un sorriso, l’unico di una giornata da dimenticare e che invece rischia di restare scolpita per sempre nelle mente di tutti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google