Sassuolo, porte chiuse fino al 3 aprile Domenica alle 15 la sfida col Brescia
Il decreto del Governo conferma la gara del Mapei Stadium senza pubblico. Da definire la data del recupero con l’Atalanta
Alla fine, come era facilmente pronosticabile (e forse si sarebbero evitate polemiche e screzi che richiederanno tempo per essere riassorbiti), si giocherà a porte chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile quindi per un mese, secondo il decreto che il Governo ha emanato nella serata di ieri. E, inoltre, la giornata del fine settimana (non essendoci più possibilità di giocare col pubblico) sarà disputata non lunedì 9 marzo, ma tra sabato 7 e domenica 8. Di conseguenza la gara tra Sassuolo e Brescia dovrebbe essere calendarizzata per domenica 8 marzo alle ore 15.
Il balletto, terminato ieri sera fissa almeno due capisaldi. Il primo riguarda la disputa di tutte le gare di serie A a porte chiuse, la seconda è il calendario della prossima giornata che dovrebbe essere ridisegnato così: Sampdoria-Verona, sabato sera alle 20.45 (ma questa gara potrebbe slittare a domenica alle ore 15), domenica Milan-Genoa alle 12.30, Sassuolo-Brescia e Parma-Spal alle 15, Udinese-Fiorentina alle 18 e, infine, il derby d’Italia tra Juventus e Inter alle 20.45.
Il Sassuolo, dunque, dopo due settimane di stop forzato (ricordiamo che i neroverdi dovranno poi recuperare in una data ancora da decidere la sfida di Bergamo contro l’Atalanta) tornerà in campo per una gara assai delicata contro il Brescia, squadra che è in piena lotta per evitare la retrocessione in serie B. La certezza, comunque, arriverà soltanto nella giornata di oggi con la decisione ufficiale della Lega, ma quella tra neroverdi e rondinelle è una delle partite che non dovrebbe cambiare rispetto a domenica alle ore 15.
Ieri, però, è stato anche il giorno dell’assemblea di Lega che… in realtà non c’è stata. L’incontro tra tutte le società di serie A, infatti, è saltato a causa dell’assenza del numero legale, fissato a 14 società. Il Sassuolo, con l’amministratore delegato Giovanni Carnevali, era regolarmente presente insieme ai rappresentantidi Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Udinese, Fiorentina e Sampdoria, dieci club ovvero la metà esatta di quelli del massimo campionato e quattro meno del minimo previsto. In buona sostanza, dunque, l’incontro che si è comunque tenuto è stato informale e le decisioni ufficiali sono state dunque rinviate. Ma, appunto. È intervenuto il Governo con il decreto anticipato dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Porte chiuse fino al 3 aprile, dunque, per tentare di completare il campionato (con alcune incognite ancora in ballo, soprattutto per quanto riguarda la Coppa Italia), ma il caos creato dal Coronavirus e (anche) dalla litigiosità delle società del massimo campionato non è ancora stato completamente risolto. —
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