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Stadio vuoto, tensione a mille È la notte di Juventus-Inter

Gianluca Oddenino Roberto Condio
Stadio vuoto, tensione a mille È la notte di Juventus-Inter

Dopo i rinvii ecco il derby d’Italia che torna a valere lo scudetto dopo 17 anni Le sfide tra i bomber Ronaldo-Lukaku e i gemelli argentini Dybala-Martinez

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È stata una vigilia lunghissima. Con poche parole di calcio e tante polemiche. Schiamazzi che le porte chiuse differite di una sola settimana hanno fatto diventare tristemente vani e ridicoli. Stasera, però, si gioca. Nel silenzio, purtroppo, di uno Stadium deserto. Ma così impone l’emergenza e il campionato, che deve continuare a dribblare il virus per non fermarsi, non può più attendere. Juve-Inter torna sfida-scudetto dopo 17 anni. È seconda contro terza di una classifica piena di asterischi.

Un pari farebbe felice solo la Lazio, ma non avvilirebbe Sarri e Conte. Che, dopo gli ultimi risultati poco convincenti e la sosta forzata, non possono ripartire perdendo. Si sfidano squadre alla ricerca dello smalto migliore. Solo Ronaldo, di recente, non ha perso colpi. Torna Handanovic, si ricandida Chiellini, parte dalla panchina Eriksen, debutta nel derby d’Italia Young, è la prima volta da rivali allo Stadium di Conte e Marotta. Protagonisti vecchi e nuovi in un «classico» in cui il fattore-campo non peserà. Buon per l’Inter, che davanti alla gente bianconera non segna addirittura da 386’.

i gemelli diversi

Paulo Dybala e Lautaro Martinez, gemelli diversi. Argentini di talento, nelle grazie di Messi, stasera fieri rivali ma con un percorso stagionale quasi identico. Non se l’erano passata bene, l’anno scorso, con Allegri e Spalletti. E con Sarri e Conte rischiavano il bis: la Joya bianconera da esubero di lusso messo in vendita e comunque poi partito da panchinaro; il Toro nerazzurro da terza scelta in un attacco che, accanto a Lukaku, avrebbe dovuto avere Dzeko. Il mercato ha poi detto altro e Dybala e Martinez si sono presto guadagnati posto fisso e ruolo da protagonisti nel campionato di vertice delle loro squadre.

Cinque mesi fa, nell’incrocio dell’andata, avevano anche segnato: subito Paulo, sfuggito a Skriniar, poi Lautaro su rigore. Un pari che aveva resistito fino alla stoccata di un altro argentino: Higuain all’80’, 2-1 per la Juve, primo ko dell’Inter e sorpasso in testa alla classifica.

A lungo, poi, hanno proseguito col passo giusto. Dybala e il feeling crescente con CR7, Martinez spalla ideale per l’ispirato gigante belga. Paulo sempre più falso nove ma vero inventore di giocate sopraffine, Lautaro inappuntabile per abnegazione ed efficacia anche se col vizio di qualche cartellino di troppo. Poi, però, è cominciato il 2020 e le cose non sono più filate come prima. La folle espulsione rimediata dal Toro contro il Cagliari, il gol che la Joya ha smarrito (uno solo, contro il Brescia, nelle ultime otto di campionato), l’involuzione di Juve e Inter che si sono viste infilare dalla Lazio. Sarri e Conte adesso hanno di nuovo bisogno delle migliori versioni dei loro due numeri 10 argentini. Non sono certo Maradona, ma può bastare molto meno per ricominciare a fare la differenza. Possibilmente a partire già da stasera.

I bomber principe

La possibilità di giocare fianco a fianco nella stessa squadra è durata un attimo, che nell’effimero gioco del mercato può sembrare un’eternità quanto un lampo estivo, ma il destino ha voluto che Cristiano Ronaldo e Romelu Lukaku si sfidassero per lo scudetto. Stasera sarà un duello nel duello per CR7 e RL9: Juve e Inter si identificano in questi due attaccanti così diversi e così simili, per altro i colpi più costosi di sempre delle società eterne nemiche, capaci di calamitare attenzioni e gol oltre che a trascinare i propri compagni dentro il campo. Il fuoriclasse portoghese ha già eguagliato il bottino dello scorso campionato (21 reti) e va a caccia del record della Serie A con la 12ª partita di fila in gol (una in più di Batistuta e Quagliarella), mentre il gigante belga debutta allo Stadium e insegue il suo primo gol ad una grande (l’ultimo fu nel 2016/17 quando era all’Everton).

Se Ronaldo sta vivendo una seconda giovinezza in questo 2020 in cui ha segnato 13 gol in 10 partite, Lukaku invece spera di sfruttare il fattore trasferta che lo rende unico in Europa con 12 centri - dei suoi 17 in campionato - realizzati fuori casa.

All’andata, nella preziosa vittoria dei bianconeri a San Siro, non segnò nessuno dei due. Proveranno a rifarsi adesso, per lo scudetto e per dare l’assalto alla Scarpa d’Oro. Nella speciale classifica comanda sempre Ciro Immobile con 27 gol, mentre Ronaldo è al terzo posto insieme alla rivelazione Haaland e Lukaku è nei primi dieci posti. Perché i campioni si nutrono anche di queste sfide, con o senza pubblico. —



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