La Leo Shoes dà spettacolo nel deserto
In 70 al PalaPanini per una storica sfida a porte chiuse Modena gioca col cuore per i suoi tifosi e doma Monza
Il PalaPanini? Tranquilli, c’è. I tifosi? Quelli, purtroppo no. Ci sono però loro, capitan Ivan Zaytsev, uno strepitoso Christenson, di gran lunga “mvp” in casa Leo Shoes, Bednj Bednorz, 19 punti, top scorer nella metà campo gialloblù, e via via tutti gli altri. Magari qualcuno di loro avrebbe preferito nemmeno giocarla, questa sfida con Monza, ma alla fine sono lì e, particolare che balza subito agli occhi, sono assolutamente “sul pezzo”, mettendoci un cuore grande così, proprio per chi non c’è, cioè quei magici 5.000 che, ordinanze e decreti a parte, avrebbero voluto spingerli come sempre verso il successo. Una settantina in tutto, invece, tra squadre, staff, dirigenti e giornalisti, i presenti che un giorno potranno raccontare: “Sì, tutto irreale, tutto come se stessimo vivendo uno dei nostri peggiori incubi, ma io ero lì ad assistere e a vivere da protagonista ad una partita che è già storia”.
Già, una partita a porte chiuse al PalaPanini: qualcuno lo avrebbe mai immaginato? Invece è accaduto e, nell’ipotesi peraltro abbastanza remota che la SuperLega non si fermasse nelle prossime ore, accadrà di nuovo domenica 22 marzo contro Perugia: un match fantastico che varrebbe almeno il secondo posto nella classifica della regular season. Solo alta teoria, però, perché al 99%, visto che a Milano e Piacenza alla fine non si è giocato proprio per problemi legati a “temperature non nella norma”, difficilmente la Lega deciderà di continuare nella strada intrapresa, comunque assolutamente “legale” e comprensibile se non si vuol far saltare il banco, cioè cambiare la formula del torneo. Questa però è un’altra storia di cui ci si occuperà a breve: in questa sede è invece il caso di parlare anche di pallavolo giocata, perché non è che chi è entrato sul parquet del PalaPanini lo abbia fatto da turista o con il solo scopo di uscirne il più in fretta possibile.
LA PARTITA
Ineccepibile nei suoi contenuti, cioè del tutto ”vera” e, va detto, anche bella. Merito di una Leo Shoes che la approccia in modo esemplare con il “6 + 1” delle grandi giornate: Christenson-Zaytsev, Bednorz-Anderson, Mazzone-Holt, Rossini il livbero, Kaliberda, problema al ginocchio sinistro, è solo spettatore in parterre.
Fabio Soli, modenese che allena Monza, inizia con Orduna, il super ex, in regia, Kurek, “mvp” del Mondiale, è l’opposto, in zona 4 giocano Dzavoronok e il francese Louati, super davvero, al centro Yosifov, un altro che a Modena è passato, e Galassi, libero Goi. Beretta, il terzo ex, comincia dalla panchina.
Molto meglio Modena in avvio che regala davvero spettacolo e guadagna prima un paio di lunghezze, poi trascinata da un super Bednorz (5 punti in attacco e 1 muro) prende il largo fino al 16-10. Monza? Non al bar per un caffè, visto che al “Palazzo” tutto è chiuso e quasi spettrale, ma nemmeno in campo: il solito Bednorz chiude con il punto del 25-16. Bene anche Zaytsev (4 su 6 e 1 ace). Si cambia campo, ma non cambia nulla: Modena gioca davvero bene e Giani non ha nemmeno bisogno di utilizzare i soliti due cambi a fine del parziale. Soli tenta la carta Buchegger titolare e prova con Beretta al centro per Galassi, esito pessimo: 25-18 Leo Shoes che va sul 2-0.
Proprio come nel girone di andata, quando Modena volò sul 2-0 e rischiò poi di finire anche al tie break, Monza trova non si sa dove la forza per cambiare passo a partire dalla terza frazione.
Merito di un Louati scatenato al servizio: ospiti sul 4-0 prima e sul 6-1 poi. Stavolta i gialloblù, pur trovando anche relativamente presto la parità (8-8), sono meno spietati sui palloni che contano, cioè da quota 20 in su. Dal 23-23, Monza trova il guizzo e accorcia le distanze (1-2) con il 25-23 di Kurek.
Quarto set tosto fino a quota 10 poi la Leo Shoes non si distrae più, chiude 25-21 e 3-1 e va a dedicare idealmente il successo ai suoi tifosi sotto la curva. —
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