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Luchini, doppio oro iridato poi la beffa e addio Coppa

Gabriele Farina
Luchini, doppio oro iridato poi la beffa e addio Coppa

L’emergenza Coronavirus impedisce all’atleta dello Sci Club Paralimpic Fanano di gareggiare nell’ultima prova in Norvegia e il titolo va a un francese. È polemica

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Doppio oro con beffa finale. Il 29enne Jacopo Luchini sale due volte sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo di snowboard. La duplice vittoria in Spagna non si traduce però nel successo finale. In Norvegia porte sbarrate all’azzurro dello Sci Club Paralimpic Fanano. L’organizzazione dell’ultima tappa serra gli ingressi ad atleti provenienti da Italia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Iran e Austria. Le altre nazionali restano per una gara prima dello stop definitivo. Il francese Maxime Montaggioni vince e ringrazia, diventando campione del mondo. «Siamo estremamente sensibili all’osservanza netta delle norme - il commento di Antonio Fenu, delegato regionale della Federazione italiana sport invernali paralimpici - ma il problema andrebbe affrontato in un contesto europeo». La selezione in base alla provenienza degli atleti è per Fenu «sportivamente non commentabile». Gli azzurri sarebbero stati posti davanti a un’alternativa: «quarantena o ritorno a casa». Hanno scelto la seconda via. Restano le due affermazioni precedenti sulla neve spagnola de La Molina. Due successi nello stesso giorno in cui il 29enne di Montemurlo (Prato), adottato dalla società fananese, si è distinto nelle due specialità di “banked slalom”. L’atleta era invece terzo nel “boarder cross”. Per Fenu le vittorie in Spagna rappresentano il frutto di «determinazione, volontà e sacrifici». Sacrifici che il pratese ha compiuto nel corso della carriera, diventando evoluzione dopo evoluzione sempre più alfiere dello Sci Club Paralimpic Fanano e dell’Italia.

Nella prima gara spagnola, lo snowboarder del nostro Appennino ha chiuso con il tempo di 31”77. Staccato di quasi due secondi (33”58) il britannico James Barnes Miller, argento davanti al russo Mikhail Slinkin (34”06). Nella seconda gara il tempo è migliore: 31”44. Al secondo posto il transalpino futuro campione (32”27), al terzo Sinkin (33”20). I due successi avrebbero potuto proiettare l’atleta verso la vittoria finale in Coppa del Mondo. Il percorso è stato però troppo in salita. Il mondo è cambiato dalla rassegna in Spagna alla singola gara svolta in Norvegia. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia. I governi del pianeta ne hanno preso sempre più atto. Anche lo sport ne soffre. «Andremo avanti con più determinazione - garantisce Fenu - anche perché Jacopo è maturato tanto a livello sportivo, umano e mentale. Prima si osservano tutte le norme, prima se ne esce. Bisogna evitare in tutti i modi, anche a costo di una medaglia mondiale, di correre rischi inutili». Una cancellazione preventiva avrebbe reso Luchini campione del mondo come Federica Brignone nello sci. «Le coincidenze hanno fatto sì che si penalizzasse l’Italia», conclude il delegato regionale. —



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