Esultanze, tanti gol e un grande cuore: l’anno d’oro di Caputo
Il messaggio dopo la rete al Brescia, donazioni agli ospedali e con 13 centri è il secondo bomber italiano dopo Immobile
In questo periodo senza calcio, resta sugli scudi Ciccio Caputo che è diventato popolarissimo anche a causa della sua esultanza dopo il primo gol al Brescia (con quel cartello che invitata a restare a casa con l’hastag andrà tutto bene) e al suo attivismo grazie ai social nel raccogliere fondi per gli ospedali. Ma il centravanti del Sassuolo è sugli scudi anche dal punto di vista sportivo: 13 reti fin qui in questa stagione per il bomber di Altamura, un gruzzolo pesante che lo posiziona al sesto posto della classifica cannonieri della serie A (insieme a Muriel) con una sola rete messa a segno su rigore. Ma il dato ancor più significativo è che Caputo è il secondo cannoniere ‘made in Italy’ del campionato, alle spalle dell’inarrivabile Ciro Immobile. Il capocannoniere della Lazio, con 27 gol, è per distacco alla vetta della classifica, dietro di lui ci sono Cristiano Ronaldo, Lukaku, Joao Pedro e Ilicic e Caputo, appunto, è davanti (oltre ad attaccanti di valore mondiale come Dzeko, Zapata, Lautaro Martinez o Milik) a giocatori che sono nell’orbita della nazionale di Mancini come Belotti (a quota 9 insieme a Berardi oppure Orsolini che ha segnato 8 gol finora), a Petagna (che segue Caputo con due gol in meno), al capocannoniere della scorsa stagione Fabio Quagliarella, che al momento ha segnato in questa stagione sempre 9 reti come il Gallo del Toro e lo stesso Domenico Berardi.
Ma la continuità di Caputo ad altissimi livelli è dimostrata non soltanto da questa stagione, ma anche da quella passata. L’attaccante pugliese, infatti, già nella prima annata in serie A (di fatto Caputo ha conquistato la massima serie soltanto a 31 anni) con la maglia dell’Empoli si è chiusa con un bel gruzzolo di reti e come… secondo cannoniere italiano, sia pure in quel caso a pari merito. Al termine del campionato 2018/19 l’allora centravanti empolese chiuse con 16 gol, curiosamente ancora al sesto posto assoluto in classifica e dietro al capocannoniere Fabio Quagliarella (26 centri nella scorsa stagione per il doriano), a Zapata dell’Atalanta, Piatek (in coabitazione tra Genoa e Milan), Ronaldo e Milik. Tutti bomber d’esportazione come pure Mertens, a quota 16 come Caputo, ma anche pari a Pavoletti del Cagliari e Petagna della Spal, gli altri due attaccanti made in Italy. Lo scorso anno Caputo battè Immobile (fermo a quota 15), Belotti pure con 15 reti a fine campionato, ma anche i vari Insigne (in doppia cifra, con 10 gol), Inglese (9 reti all’attivo), Berardi e Orsolini a quota 8. In buona sostanza, dunque, Caputo da due anni è sul secondo gradino del podio degli attaccanti italiani. Mettendo insieme il parziale delle due stagioni (con questa che, giocoforza, è incompleta) Caputo, con 29 gol totali, è dietro ai soli Immobile (42 gol) e Quagliarella (34 centri per lui), ma davanti a tutti gli altri cannonieri italiani, con il solo Petagna a ruota con 27. Numeri e continuità, dunque, danno ragione a Ciccio Caputo, un centravanti che fa gola a tante squadre e che il Sassuolo, con abilità, ha saputo mettere sotto contratto al momento giusto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

