Bednorz: «Preferisco stare in Italia In Polonia finirei in quarantena»
Lo schiacciatore della Leo Shoes «Abbiamo acquistato maschere speciali adatte alle esigenze degli atleti con le quali riesci a correre e a giocare»
Bartosz Bednorz ha deciso di rimanere in Italia nonostante l'emergenza Coronavirus, aspettando in quarantena a casa il ritorno al Pala Panini per gli allenamenti. Decisione diversa rispetto a quella di Anderson e Christenson («entrambi hanno i figli negli Stati Uniti, la famiglia è la cosa più importante, tutto il resto viene in secondo piano»), con lo schiacciatore polacco che, intervistato da Grzegorz Wojnarowski per sportowefakty.wp.pl, ha raccontato che «mi preoccupo per la Polonia ogni giorno, ma sono contento che, nonostante il basso numero di persone infette rispetto all’Italia, siano state prese le stesse misure preventive. Speriamo tutto ciò possa questo aiutare a fermare rapidamente il virus. Se fossi tornato a casa sarei dovuto passare per la quarantena. Qui ho almeno la pace e il bel tempo, la temperatura si aggira sui 20 gradi ogni giorno. Ho deciso che era meglio rimanere qui in Italia. Dubito che si riprenderà la Superlega il 3 aprile».
Bednorz segue alla lettera tutte le norme per evitare il diffondersi del virus, iniziando dall'uso della mascherina.
«Quello che sta succedendo è una specie di disastro. Ognuno di noi dovrebbe combatterlo seguendo le regole. Devi limitare la tua attività al minimo necessario per proteggere te stesso e gli altri. La mascherina? Prendo sempre sul serio le questioni relative alla mia salute. Penso che indossarla sia più sicuro. Anche prima che la situazione si intensificasse in Italia, abbiamo acquistato maschere specialistiche adattate alle esigenze degli atleti in Polonia. Puoi correre indossandole ed anche giocarci. La salute è la cosa più importante ora».
Lo schiacciatore della Leo Shoes conclude parlando del Covid 19: «Devo ammettere che le statistiche sono terrificanti. Ogni giorno aumenta il numero di casi e decessi. Tuttavia, mi sembra che i media alimentino inutilmente la paura della malattia, creano panico. Penso che il virus non deve essere sottovalutato, ma è necessario mantenere la calma». —
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