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vittima del coronavirus 

Il basket modenese piange Marani: «Aveva cuore e passione»

Fabrizio Morandi
Il basket modenese piange Marani: «Aveva cuore e passione»

Giorgio Valenti e Federico Manzini ricordano con commozione il fondatore e presidente dei Clippers Carpi scomparso a 61 anni

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Il mondo del basket modenese piange da ieri la sua prima vittima per l’infezione da Covid-19 che sta sconvolgendo la vita del nostro paese. Si tratta di Marco Marani una delle persone più note nell’ambiente amatoriale modenese, come fondatore e presidente dei Clippers, formazione locale carpigiana nata proprio a metà degli anni ’80 dalla scissione con gli Amatori Carpi. Negli anni i Clippers sono stati spesso il logico sbocco per molti ex-atleti carpigiani di livello che hanno trovato in questa società spesso quel gruppo di amici con cui proseguire l’attività cestistica e la passione per la palla a spicchi. Marco Marani, descritto da tutti come una persona buona e con un sorriso ed una parola gentile per tutti, aveva 61 anni ed aveva coronato con i suoi Clippers il sogno di una vita sportiva proprio nell’ultima stagione con il successo nel campionato Uisp Regionale dopo averlo sfiorato per tante volte. Ovviamente in sotto osservazione la cerchia degli amici più ristretti che Marco era solito frequentare prima del tragico evento. Giorgio Valenti attuale dirigente del Nazareno Carpi e fra i frequentatori della grande famiglia Clippers così lo ricorda: «Il “President” fa parte senz'altro della hall of fame del basket carpigiano. La sua grande passione per il gioco era la memoria storica, non solo del basket carpigiano ma di tutta la storia della pallacanestro (soprattutto italiana). Con lui le serate conviviali diventavano dei racconti infiniti di storie e personaggi spaziando dal passato al presente, dal basket amatoriale a quello professionistico. Ha incarnato lo spirito più genuino della pallacanestro ovvero il divertirsi e lo stare insieme».

Federico Manzini uno dei “simboli” degli attuali Clippers esprime così il suo ricordo personale: «una persona con un cuore gigante, una passione per il basket incredibile, ha fondato con i suoi amici questa squadra per stare in compagnia con loro senza trascurare lo sport. La famosa “cappelletata” cena che si svolgeva ogni anno da oltre 30 anni l’aveva inventata lui per festeggiare il suo compleanno e l’anno scorso eravamo in un centinaio tra serie D , promozione e tutto il basket carpigiano. Era una persona di compagnia al 100% negli ultimi anni con l’inserimento di noi più “giovani” era carico a mille per vincere questo benedetto campionato. Quando sono arrivato in squadra era felice perché mi ha sempre ben voluto e gli avevo fatto la promessa che avremmo vinto il campionato. Quando finalmente l’anno scorso dopo quattro finali perse ci siamo riusciti è venuto da me lacrimando dicendomi “finalmente l’abbiamo portato a casa”. Ha creato questo gruppo che è diventato una seconda famiglia». Una persona speciale che ha lasciato un seme che ci si augura possa germogliare a lungo. —



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