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Andrea Giani: «Il PalaPanini? Mi manca tanto Lavoro con il mio staff in videoconferenza»

Francesco Cottafava
Andrea Giani: «Il PalaPanini? Mi manca tanto Lavoro con il mio staff in videoconferenza»

Il tecnico della Leo Shoes: «Anche nel caso si ripartisse, non so se Anderson e Christenson riuscirebbero a tornare»

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Andrea Giani non smette un secondo di pensare alla pallavolo e alla sua Modena Volley. Da casa, in stretto contatto con lo staff e i giocatori, il tecnico della Leo Shoes sta pensando al futuro della stagione, ma la linea di Giani e di Modena è chiarissima: il 3 aprile, quando scadrà lo stop imposto dal Coni, si analizzerà la situazione e, solo se la salute dei giocatori non sarà a rischio, si potrà pensare al ritorno in campo. Catia Pedrini lo ha ribadito con forza nel corso della riunione della consulta di Lega che si è tenuta lunedì, prima di tutto viene la salute, mentre alcuni club hanno anche avanzato l'ipotesi di concludere anzitempo la stagione.

Giani, da allenatore come si gestiscono queste settimane di quarantena?

«Abbiamo fornito del materiale ai giocatori e ci stiamo allenando attraverso il web. Oscar Berti, il nostro preparatore atletico, lavora con i ragazzi attraverso una video conferenza: ci si trova tutti in chat, allo stesso orario, e si affronta un lavoro mirato. Adesso si è aperta la possibilità di far allenare due giocatori alla volta in palestra, attraverso una misura particolare che prevede delle stringenti regole di sicurezza. I giocatori ovviamente non sono obbligati, è una loro scelta se venire in sala pesi, ma stiamo adottando tutte le precauzioni del caso seguendo rigidi protocolli. Inizieremo dalla prossima settimana».

Quanto sarà complesso ripartire?

«Dipenderà da quanto sarà lungo lo stop. Se staremo fermi cinque settimane, ci vorranno tra le tre e le cinque settimane per ricondizionare i giocatori; e non so se avremo se avremo tutto questo tempo. Dobbiamo essere bravi nella condizione in cui siamo, dobbiamo fare in modo che i giocatori, una volta ripresi gli allenamenti, stiano bene almeno dal punto di vista fisico. Perché la parte con la palla è più semplice, sono tutti giocatori esperti e talentuosi, quindi se staranno bene atleticamente, sarà più veloce tornare in ritmo es esprimere un alto livello».

Anderson e Christenson hanno deciso di volare negli Usa, quando rientreranno?

«Onestamente è difficile fare previsioni. I ragazzi si sono resi disponibili a tornare una volta ripresi gli allenamenti, ma non sappiamo quale sarà la situazione dei transfer. Purtroppo i frangenti sono talmente difficili che pensare a come e quando si potrà riprendere è complesso. Ogni paese avrà la sua condizione e le proprie restrizioni».

Si faranno le Olimpiadi?

«Le Olimpiadi...non lo so, è realmente difficile capire che cosa succederà a luglio. Ieri hanno rinviato al 2021 gli Europei di calcio, che è una competizione importante, le Olimpiadi coinvolgono ancor più paesi. Bisognerà anche capire qual è la situazione in Africa o in Sud America».

Quanto le manca il Pala Panini?

«Tanto. Io questa situazione non l'ho mai vissuta e quando ero piccolo passavo moltissimo tempo fuori di casa a giocare. Pallavolo, calcio, tennis, ping pong. Facevo di tutto. Quindi trovarmi chiuso in casa non è sicuramente semplice, però la situazione è talmente delicata che non possiamo fare altrimenti, ovvero stare in casa rispettando le direttive che ci vengono date per la nostra salute».

Come trascorre le sue giornate in casa?

«Le mattine le trascorro a lavorare insieme al mio staff sulla squadra: pensiamo a come organizzarci, che cosa sistemare, studiamo il nostro gioco e quello delle altre squadre. Il pomeriggio, invece, è “libero”, quindi porto fuori il cane e ne approfitto per fare una passeggiata. Poi leggo molto e guardo diverse serie tv». —

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