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Il Carpi è in stand by, l’unico che lavora da solo è il giardiniere del Cabassi

F.G.
Il Carpi è in stand by, l’unico che lavora da solo è il giardiniere del Cabassi

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Il Covid-19 ha costretto la macchina del Carpi ad entrare in stand by: luci spente al Cabassi in campo, negli spogliatoi ed anche al Tribhune bar, serrande abbassate per via Marx, sede del settore giovanile, e anche per il quartier generale di via Abetone. Il lavoro amministrativo continua in smart work mentre giocatori, staff e collaboratori sono a casa come il resto del Paese ad aspettare che passi questa emergenza. Sospesa fino a data da destinarsi l’attività del vivaio. L’unico che rimane al lavoro è il giardiniere, che in perfetta e rigorosa solitudine fa il minimo indispensabile per mantenere decorosi il manto del Cabassi e dell’antistadio, dove Enrico Pezzi e compagni dovrebbero ritrovarsi il 3 aprile, come previsto dall’accordo siglato tra Lega Pro e Associazione Italiana Calciatori nei giorni scorsi. Condizionale d’obbligo, visto che la data della ripresa è già al secondo slittamento. I ragazzi di Giancarlo Riolfo mancano in appuntamenti ufficiali dallo scorso 16 febbraio, ma hanno interrotto gli allenamenti solo lo scorso 10 marzo, inizialmente per ritrovarsi il 17, poi tre giorni più in là, il 20 marzo. Difficile prevedere se il 3 aprile rappresenterà davvero la volta buona, visto che solo i più ottimisti collocano la ripartenza dei campionati all’inizio di maggio. In quel caso, ma solo in quel caso, ci sarebbe la possibilità di riprendere il filo della stagione sfruttando il posticipo dell’Europeo e quindi lo slittamento della la dead line dei campionati al 30 giugno.

Nel giorno in cui la conta dei morti è la più alta dall’inizio dell’epidemia , è una prospettiva che sembra lontanissima. —

F.G.

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