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Carpi. Super Greg: «Mi alleno da solo, cerco di tenere il morale alto, ma temo per le Olimpiadi»

Andrea Lolli
Carpi. Super Greg: «Mi alleno da solo, cerco di tenere il morale alto, ma temo per le Olimpiadi»

Quattro anni di sacrifici per scrivere una pagina di storia ed entrare nel ristretto club dei più grandi sportivi di sempre poi, da un giorno all’altro, la vita che cambia a causa di un nemico subdolo come il Coronavirus.

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CARPI. Quattro anni di sacrifici per scrivere una pagina di storia ed entrare nel ristretto club dei più grandi sportivi di sempre poi, da un giorno all’altro, la vita che cambia a causa di un nemico subdolo come il Coronavirus. Il clima di grande dubbio, incertezza ed anche un po’ di paura che stiamo vivendo in queste settimane ha colpito tutti, compreso chi come Gregorio Paltrinieri stava preparando l’Olimpiade che potrebbe farlo entrare nel mito dello sport italiano e non solo.


Il nuotatore carpigiano, classe 1994, a Tokyo dovrà difendere l’oro conquistato sui 1500 metri quattro anni fa, ma sarà impegnato anche sugli 800 e nella suggestiva e nuova sfida dei 10 chilometri in acque libere. Il tutto, però, con un grande punto interrogativo a causa della pandemia che sta colpendo tutto il Mondo.


Gregorio, com’è cambiato il tuo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi?
«Purtroppo non sappiamo nulla di più di ciò che sanno tutti. Sul piano sportivo le piscine per la maggior parte sono chiuse anche a noi atleti, io sono rimasto fermo la scorsa settimana ed ho ripreso questa ad Ostia andando a nuotare da solo e allenandomi un po’ così. Tanti atleti del nostro gruppo azzurro, però, sono fermi, la Federazione ha annullato i campionati italiani e sono saltati anche gli Europei di maggio. Stanno saltando tutte le gare che portano alle Olimpiadi e a questo punto è facile pensare che anche queste possano essere rimandate per la sicurezza di tutti e per il fatto che in tanti ad oggi non sono in grado di prepararsi al meglio. Spero che presto il Comitato prenda una decisione in merito».


Come vivi questo momento?
«Non è bello soprattutto mentalmente perché perdi lo stimolo che ti spingeva a fare sempre bene. Personalmente sto cercando di mantenere alto il morale più che posso, mi alleno in sicurezza poiché sono solo in acqua e cerco di dare il massimo, ma la sensazione tra tutti noi è un po’ di inquietudine per questa Olimpiade che stiamo preparando da tanti anni. All’inizio non ci eravamo bene resi conto di quel che succedeva, ma adesso credo che veramente la cosa più importante sia la sicurezza di tutti e che la gente si ammali meno possibile».


A questo proposito hai preso parte alla campagna di sensibilizzazione della Regione.
«Da quel che si sente la situazione negli ospedali è davvero critica. Bisogna stare a casa ed anche io non mi muovo. Sono tre settimane che vado solo in piscina, è a duecento metri da dove vivo e faccio il tragitto in macchina. E’ una situazione un po’ irreale, non avrei mai pensato di viverla fino a questo punto, ma bisogna attenersi il più possibile alle regole».


Il messaggio lanciato da voi sportivi e personaggi famosi può essere importante?
«Lo spero perché da questa situazione si esce solo se ognuno di noi fa la sua parte. Nei miei brevi spostamenti in questi giorni non vedo praticamente nessuno in giro e questo è un buon segnale, bisognerà andare avanti così almeno fino al 3 aprile e forse anche un po’ di più. E’ una situazione strana per tutti, da chi lavora a chi solitamente viaggia o si allena, ma è tutto fatta nell’ottica di salvaguardare la salute di chiunque».
Tornando in tema Olimpiade, come quattro anni fa saresti tra i favoriti ma certamente con più esperienza.
«Sicuramente c’è tanta consapevolezza, in questi anni sono cresciuto disputando tante gare e facendo tanta esperienza in più. L’approccio è certamente diverso. Personalmente spero ancora che si possa gareggiare regolarmente, che tutto possa rientrare e ci siano le condizioni per andare a Tokyo o al massimo che ci sia la possibilità di rimandare ad un momento più opportuno. In ogni caso, quando sarà, io voglio e devo essere pronto per le tre gare che sto preparando. E’ un programma intenso perché si disputano tutte nell’arco di dieci giorni, ma ho già provato l’esperienza all’ultimo Mondiale e sarebbe bello poter competere al massimo in ognuna».


Gareggiare anche in acque libere è stato lo stimolo in più che ti ha guidato in questi anni?
«Certo perché nuotare in acque libere o in piscina sono due sport quasi completamente diversi. Cambia tanto e sicuramente quello è stato uno stimolo in più, che mi ha dato tanta voglia di preparare questa Olimpiade su entrambi i fronti. Ora staremo vedere cosa succederà sperando che tutto si concluda per il meglio». —
 

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