Holt: «Sono qui perché Modena è la mia casa»
Il centrale della Leo Shoes: «Passo quattro ore al giorno a suonare in casa e ora compongo anche la mia musica»
Maxwell Holt ha deciso di rimanere a Modena dopo lo stop di tutti i campionati sportivi imposto dal Coni, al contrario della scelta dei connazionali Anderson e Christenson, rientrati negli Usa all'inizio della scorsa settimana. Da lunedì, la Leo Shoes, tornerà in palestra per svolgere delle sedute in sala pesi, con i giocatori che in coppia si sottoporranno a degli specifici allenamenti guidati da Oscar Berti, il preparatore atletico gialloblù. Holt intanto ne approfitta per coltivare la sua più grande passione, la musica, con grandi novità che potrebbero arrivare tra poco tempo.
Holt, cerchiamo un lato positivo di questa quarantena. Hai tanto tempo per la musica.
«Sì, sto suonando molto. Almeno quattro ore al giorno, ma a volte anche di più. In casa ho costruito un piccolo studio musicale, aggiungendo al computer un mixer, un microfono e anche una piccola pianola elettrica. Ho tutto per fare le mie cose. L'anno scorso, poi, ho iniziato a comporre musica, e questa è una passione abbastanza nuova».
Hai quindi iniziato a comporre la tua musica?
«Sì, sto provando. Utilizzo una applicazione che si chiama Logic che mi aiuta. In più sto studiando molto e sto migliorando. Mi piace comporre la mia musica, mi diverto un sacco».
C'è un musicista in particolare che consiglieresti in questo periodo?
«Se non lo conoscete, ascoltate “Hozier”, un cantautore irlandese bravissimo. Mi piace veramente molto. In questo periodo, però, non sto ascoltando tanta musica, cerco soprattutto di suonare e comporre».
Come ti stai trovando ad allenarti a casa?
«Ci vuole un po' di creatività. Per esempio utilizzo anche il divano, poi ho “rubato” qualche attrezzo dalla sala pesi del Pala Panini. Ho dei manubri, elastici e altre cose. Per ora, sono a posto».
Lunedì però ritornerete in palestra, anche se a gruppi di due giocatori, sei contento?
«Sarà molto strano, ma sono contentissimo. Siamo tutti felici che la società ha trovato questa soluzione. Noi siamo fortunati perché potremo uscire qualche ore di casa per fare il nostro lavoro. Doveva essere in coppia con Kaliberda, alla fine mi allenerò con Zaytsev. Ci siamo già sentiti e non vediamo l'ora di vederci».
Tu vorresti concludere la stagione?
«Io sì, tantissimo. Tutti gli atleti, secondo me, la vorrebbero concludere, anche se sappiamo che ci sono altre cose che vengono prima dello sport. Se ci sarà la possibilità di giocare in sicurezza, senza rischi, io ci sono. Però sono pessimista. Penso anche che le persone a casa, in questo periodo, abbiano bisogno di qualcosa che le possa distrarre. Ho visto che ci sono tanti concerti in streaming, sarebbe bello anche per noi poter fare qualcosa per i nostri tifosi».
Anderson e Christenson hanno deciso di ritornare a casa in attesa di sapere che cosa sarà della Superlega.
«Hanno preso una decisione famigliare, secondo me corretta. Entrambi hanno una famiglia composta da bimbi molto piccoli. Erano molto preoccupati e hanno preferito rientrare».
Tu perché sei rimasto a Modena?
«Io qua mi sento a casa e, vedendo come si sta diffondendo il virus in America, secondo me è più sicuro stare a Modena. Ho deciso di restare anche perché, se fossi rientrato, sarei dovuto rimanere due settimane chiuso nella mia stanza, senza poter abbracciare mia mamma, non potevo condurre una vita normale. Ho deciso di rimanere fino alla pronuncia definitiva della Lega sul futuro del campionato, anche perché questo è il mio lavoro».
Che notizie arrivano dagli Stati Uniti?
«Non positive, speriamo che non diventi un casino. Gli esperti dicono che andrà “maluccio”, per ora la situazione è uguale a quella che c'era in Italia due settimane fa. Anche perché il virus si sta diffondendo in città grandi come New York e Los Angeles. Spero che la mia famiglia stia bene».
Ngapeth è risultato positivo, il primo pallavolista famoso ad essere contagiato.
«Ho letto di Earvin, ma spero che non sia una cosa grave. Non sono preoccupato per lui perché è giovane e il suo sistema immunitario reagirà al meglio. Il problema è che anche altri giocatori possono essere positivi, ma non lo possiamo sapere perché non abbiamo fatto il test. E' stato giusto fermare immediatamente il campionato».
Si giocheranno secondo te le Olimpiadi?
«Credo sia presto per parlarne. Sinceramente spero di poterle giocare, sarebbe un'ottima notizia per tutto il mondo. Bisognerà attendere novità giorno dopo giorno, anche se credo che, alla fine, non si terranno questa estate». —
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