Calì: «Mi alleno in casa, ma è dura Spero che la stagione non sia finita»
«Le giornate sono sempre più belle, mentre noi corridori siamo bloccati dal Coronavirus. E così non ci resta altro che fare ginnastica per mantenere la condizione raggiunta a fine febbraio». Parole amare quelle di Francesco Calì, ciclista Juniores del secondo anno che avrebbe dovuto debuttare domenica scorsa, ma il Coronavirus ha bloccato tutti e così la prima gara della stagione 2020 per la sua categoria per ora è stata rimandata a tempo indeterminato. Calì, sanfeliciano tesserato per il team bresciano Otelli Aspiratori, per ora si deve accontentare di lavorare sui rulli alternando il tutto con una ginnastica particolare per far sì che lo stato di forma raggiunto per la prima gara della stagione, possa rimanere ad un buon livello. Il ragazzo è reduce da una stagione 2019 che nella prima parte lo ha fatto soffrire. Francesco nella scorsa annata ha dovuto subire due interventi chirurgici, entrambi al ginocchio sinistro. Per fortuna il tutto è stato superato bene, tanto che nel corso della seconda parte della stagione Calì ha ottenuto due belle vittorie. Nel finale di stagione è stato convocato in azzurro per partecipare ai Mondiali su strada disputati in Gran Bretagna, purtroppo come riserva. Calì, classe 2002 studente presso l'Istituto Tecnico Galilei-settore Chimico Biologico di Mirandola, nel corso della sua ancor breve carriera ha già ottenuto grandi risultati. Due volte Campione Italiano nel 2016, Esordienti strada e titolo tricolore su pista. A questi vanno aggiunte le due vittorie consecutive nella Coppa d'Oro, classica Internazionale riservata agli Esordienti. Calì ha debuttato con i colori della Ciclistica Sozzigalli dove ha vestito la maglia verde sino al 2018. Il promettente corridore modenese si augura, come tutti i suoi colleghi, di ritornare presto alle gare. Per il 2020, assieme ai suoi dirigenti, Calì aveva preparato un programma che lo avrebbe dovuto portare al top della condizione quando la stagione era al pieno delle classiche. «Intanto però mi tocca di stare a guardare il sole dalla finestra. Peccato. Abbiamo passato un inverno adatto a noi ciclisti, sempre belle giornate nel corso delle quali si poteva lavorare con una certa tranquillità, invece questo Coronavirus ha bloccato tutto. Chiusi in casa, tanto lavoro sui rulli e ginnastica adeguata. Per fortuna che l'entusiasmo ci sorregge e ci fa ben sperare di non dover perdere tutta la stagione. Anche se mi rendo conto che stiamo attraversando un periodo che ci farà soffrire ancora a lungo». —
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