Campana: «Niente gare per il virus, io “corro” al volante del mio trattore»
Il pilota di Campogalliano è anche un imprenditore agricolo e lavora nei campi della sua tenuta: «Situazione surreale»
Da una macchina da corsa al volante di un trattore. È la “parabola” che sta vivendo Sergio Campana, classe 1986, noto pilota automobilistico di Campogalliano ma anche giovane imprenditore che come tutti sta vivendo fra mille difficoltà l’emergenza Covid 19. Con lui parliamo sia di sport che della sua attività parallela, quella legata all’omonima azienda agricola.
Questa la tua seconda stagione nell’European Le Mans Series nella classe LMP2 alla guida della Oreca 07 Gibson del team BHK Motosport, come nel 2019 tuo compagno sarà Francesco Dracone. Test fermi, campionato slittato, si riparte con i dati della scorsa stagione?
«Se ripartirà il campionato, ma nutro qualche dubbio al riguardo, andiamo con i dati della scorsa stagione che è finita in crescendo, per quest’anno avevamo pianificato alcuni test per farci trovare pronti però al momento siamo fermi. Dovevamo andare il 7 e 8 marzo a Barcellona (che doveva essere teatro del primo round dell’European Le Mans Series, ndr) ma alla fine abbiamo deciso di non partire ed è andata bene, rischiavamo di rimanere bloccati in Spagna per chissà quanto tempo. Lo scorso anno siamo arrivati ai nastri di partenza acerbi, senza chilometri alle spalle, ci siamo fatti esperienza e dati in pista nei fine settimana di gara ed abbiamo finito bene, per cui quest’anno, secondo me, potevamo toglierci qualche soddisfazione. Il team oltretutto aveva deciso di schierare una vettura anche nella LMP3, per cui un impegno considerevole da parte loro».
Immagino che anche la tua collaborazione al simulatore con Dallara abbia avuto ripercussioni.
«Siamo in una fase di stallo. Quest’anno c’era un bel progetto che mi vedeva nel ruolo di istruttore per gli ingegneri, una simulazione di un fine settimana di gara con qualifiche e gara ovviamente al simulatore. Un progetto utile per mettere in pratica quello imparato sui libri: io nel ruolo di pilota a dare indicazioni e loro a risolvere i problemi alla vettura simulando le tempistiche serrate del week end di gara. Un’esperienza stimolante che spero di poter riprendere quando questa emergenza Coronavirus sarà superata».
Passiamo al Campana imprenditore: tutto quello che sta succedendo nel mondo si ripercuote anche sulla tua azienda Tenuta Campana?
«Abbastanza. Le esportazioni sono bloccate essendo noi il primo paese europeo ufficialmente coinvolto per cui è difficile lavorare, muoversi. Sono partito con i vini, poi le carni senza dimenticare il frumento di grano qualità Bologna che fornisco alla Mc Donalds. Importiamo molto ma in questo momento facciamo fatica ad esportare. Tutto molto complicato».
Sono usciti diversi decreti da parte del governo per arginare l’emergenza, come cambia il modo di lavorare rispetto a prima? Avrai dovuto mettere in sicurezza i tuoi dipendenti.
«Ho la fortuna di lavorare a cielo aperto, approfittando anche di questo clima anomalo. I miei collaboratori hanno tutte le dotazioni previste, oltretutto lavoriamo molto distanti con mansioni differenti per cui il contatto è rarissimo, nel caso comunque siamo attrezzati. Le persone che lavorano con me sono importanti e devono lavorare in tranquillità».
Mettiamo da parte lavoro e motori: come vivi la tua vita di tutti i giorni sapendo quello che succede attorno a noi?
«E’ una situazione surreale e lo vedo quasi tutti i giorni. Un campo della mia tenuta si trova a ridosso dell’autostrada, fa davvero tristezza vederla così vuota. Però sono le regole e se vogliamo uscirne al più presto cerchiamo di seguirle e di comportarci come ci viene chiesto. Quando è scoppiato tutto, con le poche informazioni a nostra disposizione, in famiglia ci siamo immediatamente prodigati per proteggere mia nonna, che è over novanta: pensiamo noi a tutto per non farle avere contatti con l’esterno. Da una parte ho la libertà di lavorare all’aperto in piena campagna al volante del mio trattore, quando però devo avere a che fare con altre persone, oppure devo andare da un fornitore, mi munisco dei dispositivi protezione individuale. In questa fase la prudenza non è mai troppa». —
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