La doppia quarantena di Sabbi: «È triste che in Italia ci siano più multati di malati»
Ex gialloblù, due volte campione in Cina con lo Shanghai «Là se ti ordinano di stare in casa ci stai. E basta»
«Vuoi sapere qual è il dato più preoccupante? In Italia ci sono più persone denunciate rispetto a chi ha contratto ufficialmente il virus».
Inizia così l'intervista di Giulio Sabbi rilasciata a Matteo Marchetti del portale Sport Piacenza, un'intervista molto interessante perché mette in luce uno dei grandi problemi di questa battaglia italiana contro il Coronavirus. Solo nella giornata di sabato, il Ministero degli interni ha comunicato che sono stati 11.068 i soggetti denunciati perché non hanno rispettato il decreto governativo.
«Il problema principale dell'Italia in questo momento credo che sia uno – ha spiegato l'ex giocatore di Lube e Piacenza - in Cina bisogna rispettare quello che dice l’autorità, qui in Italia invece si cerca sempre di trovare il cavillo per aggirare la norma. Ci hanno messo due mesi e mezzo ma sembra siano riusciti ad uscirne, ma là hanno chiuso tutto, rimanevano aperti solamente alimentari e farmacie. Perché non si può ritenere l’economia più importante della vita umana».
Sabbi ha giocato anche a Modena, nella stagione 2017-18, quella sotto la guida di Rado Stoytchev, una stagione per lui sfortunata visto che era stato prseguitato da diversi infortuni. L'opposto laziale sta vivendo la seconda emergenza in pochi mesi, perché prima l'ha affrontata in Cina mentre stava preparando la stagione con lo Shanghai, mentre adesso si trova in Italia e sta affrontando il Covid-19 per la seconda volta.
«Shanghai è a 900 chilometri da Wuhan, ma quando è iniziata l’emergenza tutti erano chiusi in casa. Noi ci allenavamo due volte alla settimana, veniva a prenderti l’autista della società e ti portava al palasport dove non poteva entrare nessuno oltre alla squadra e allo staff. All’ingresso e all’uscita dell’autostrada c’erano gli addetti a provare la febbre, stesso discorso quando entravamo al palazzetto. E non c’erano alternative perché in Cina se ti dicono di rimanere in casa devi farlo e basta».
Incredibile la storia di Sabbi che prosegue dicendo che «in Cina noi vivevamo in una sorta di bolla di vetro, però molti erano preoccupati per le famiglie».
L'ex giocatore di Modena, dopo essersi allenato per qualche settimana con Piacenza, agli ordini di coach Gardini, era arrivato in Cina l’8 gennaio, per poi rientrare immediatamente il 31 dello stesso mese perché il governo cinese aveva decretato l'annullamento del campionato. Rientro effettuato insieme a Urnaut, l'altro ex di Modena che avrebbe dovuto giocare con lo Shanghai.
«Qualche giorno fa ho sentito il fisioterapista della mia squadra cinese e mi ha detto che da loro la situazione sta tornando piano piano alla normalità. Iniziano a riaprire i negozi e i contagiati sono ridotti quasi a zero», conclude Sabbi, sperando di vedere il Coronavirus battuto per la seconda volta. —
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