La Sea Sub a... secco. Pederielli: «Dispiace per i dipendenti»
Il tecnico è pessimista «Con le piscine chiuse impossibile fare qualcosa e quando riapriranno dovranno attrezzarsi per il pubblico»
Allenarsi a casa può essere dura. Rinunciare alle gare può causare nostalgia. Soprattutto se si svolgono in acqua. I decreti presidenziali e le ordinanze regionali contro il Coronavirus hanno messo in pausa lo sport. Una rinuncia sopportabile per la salute collettiva e individuale, ci mancherebbe. Le norme per contrastare la pandemia del Covid-19 disegnano però scenari inediti. Come un periodo più lungo del solito a secco per gli atleti della pallanuoto. «Non stiamo facendo nulla», il commento di Andrea Pederielli. Conosciuto nell’ambiente pallanotistico come Pepe, è il tecnico della Sea Sub Modena. Il club milita nel girone 2 di serie B. L’ultima gara per la Sea Sub risale al 22 febbraio. Ancora non si sa quando si potrà ripartire. «Dalla Federazione Italiana Nuoto non giungono notizie - spiega l’allenatore -. La nostra è stata tra le ultime, insieme forse alla Federazione italiana gioco calcio per i livelli più alti, a sospendere le attività». Il 7 marzo scorso la formazione geminiana sarebbe dovuta scendere in vasca a Monza, ma la piscina era stata chiusa da un’ordinanza regionale. La notte prima, fu comunicata la chiusura delle Dogali per il derby di serie C tra Ondablu Formigine e Pentamodena. «Le gare da recuperare sono veramente tante - aggiunge Pederielli - e i ragazzi sono completamente lontani dalla forma ideale per effettuare una partita». L’elemento acquatico non è l’unico assente. «Ci manca l’acqua - l’analisi del tecnico - ma anche i meccanismi di gioco, come in genere negli sport di squadra». Restano gli esercizi in casa perché «la piscina è chiusa fino al 3 di aprile». In teoria, il calendario prevede il giorno dopo la sfida alle Dogali tra i geminiani e lo Sporting Lodi. «Speriamo ci lascino il tempo necessario per riprende la condizione atletica - l’augurio dell’allenatore - anche se restano tanti punti interrogativi. Secondo me, l’inizio dell’attività agonistica arriverà molto tardi. Se sarà troppo tardi, ci saranno gli impianti che inizieranno ad attrezzarsi per il pubblico. Tutto ciò determina grosse incognite per le nostre attività». Le attività quotidiane restano così «piegamenti, addominali e ginnastica in casa». Come spiega il tecnico, «al di là del lavoro individuale in casa non si può fare altro». Parlando di lavoro, l’allenatore è preoccupato «più per i problemi dei dipendenti: l’attività agonistica arriva in un secondo momento». Pederielli non ricorda una situazione del genere. «Durante il periodo del terremoto allenavo a Carpi nelle giovanili e sono stati bloccati gli impianti - conclude il tecnico - ma eravamo a maggio ed era un fenomeno molto locale. Per il Coronavirus la sospensione è a livello nazionale, riguarda lo sport e tutto il resto. A 44 anni non ho mai visto niente del genere». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
