Sassuolo, compiti e attrezzi per i giocatori chiusi in casa
Fabris: «Consegnati ad ognuno di loro tabelle specifiche di lavoro, una bike e strumenti da palestra: quando si ripartirà dovranno farsi trovare pronti»
Nessun tampone, giocatori chiusi nelle loro abitazioni sparse tra Modena, Sassuolo e Formigine. Ma senza stare con le mani in mano. Già da giorni la società ha inviato agli atleti neroverdi tabelle di lavoro specifiche elaborate dai preparatori atletici con mister De Zerbi e il suo staff. In più, da ieri, come ha annunciato il segretario generale Andrea Fabris «abbiamo provveduto a consegnare ad ognuno dei giocatori una bike e attrezzi di palestra. Dotandoli degli strumenti necessari per tenersi in condizione e farsi trovare pronti quando riprenderà il campionato».
In questo senso difficile fare previsioni, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali - intervenuto a TeleLombardia - ha spiegato quale sarebbe il suo auspicio: «A me piacerebbe che il campionato potesse finire dopo il 30 giugno, nel calcio l’aspetto spettacolare è importante e sarebbe bello poter giocare in estate con i tifosi allo stadio. Se questo problema fosse finito, sarebbe una cosa straordinaria. Fare programmi oggi non è semplice, ma naturalmente dobbiamo pensare a delle soluzioni».
Il Sassuolo è stato uno dei primi club di serie A ad interrompere a tempo indeterminato gli allenamenti, prendendo le distanze dai club che volevano riaprire i cancelli dei centri sportivi. «La cosa più importante è la salute, non solo quella dei giocatori, all'interno di uno staff ci sono tante persone e non possiamo rischiare» - è il dicktat societariofin dal primo giorno dell’emergenza-. «E, nonostante sia chiuso, ogni giorno provvediamo ad un disinfezione completa dei locali del Mapei Football Center- dice Fabris -. Tutti i ragazzi delle giovanili sono stati rimandati a casa quindici giorni fa per tutelare la loro salute». Invece i giocatori della prima squadra sono rimasti nei loro domicili modenesi: «Toccando ferro noi non abbiamo avuto emergenze nè problemi e questo è un fattore importante - specifica Carnevali-. Non abbiamo avuto richieste dai giocatori di andare via, soprattutto per gli stranieri perché gli abbiamo suggerito in maniera forte di restare a casa e fino ad oggi tutto questo è stato rispettato, sapendo poi che uno, allontanandosi, deve rispettare un periodo di quarantena ulteriore e sarebbe un problema, non sapendo quando inizieranno gli allenamenti. Non obblighiamo nessuno ma è una questione di rispetto delle regole. I ragazzi si stanno allenando a casa, poi bisogna sperare nel buon senso di tutti».
E per quanto riguarda la possibilità di decutare gli stipendi dei calciatori? «Credo che non ci saranno problemi - spiega Carnevali -. I giocatori hanno un'etichetta, che non è quella giusta. Penso che se ci sediamo con loro possiamo ragionare per trovare soluzioni giuste. Ma questa situazione riguarderà anche altri mondi, non solo quello del calcio». —
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