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Martina Lenzini, 21 anni, da Fanano alla Nazionale «Un sogno realizzato»

Andrea Fratti
Martina Lenzini, 21 anni, da Fanano alla Nazionale «Un sogno realizzato»

La giocatrice del Sassuolo protagonista alla Algarve Cup «Una gioia ancor più grande esordire in un torneo così»

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Dal Fanano Calcio alla Nazionale italiana femminile il salto è lungo, ma Martina Lenzini l’ha compiuto e, a soli 21 anni, è arrivata a coronare il sogno di tutti gli sportivi, indossando la maglia azzurra. Lo scorso 7 marzo, la calciatrice del Sassuolo femminile ha fatto il suo debutto nella Nazionale maggiore, giocando la semifinale dell’Algarve Cup contro la Nuova Zelanda, partita conclusa 3-0 per le azzurre. La finalissima contro la Germania non si è potuta disputare, vista l’emergenza per la diffusione del Coronavirus, ma, per il difensore neroverde, rimangono sensazioni e ricordi che difficilmente si potranno cancellare: «Il potersi allenare con le migliori giocatrici italiane è un’opportunità che si deve cogliere ogni volta che ti viene data: è stata una bella esperienza. Il torneo dell’Algarve è una delle competizioni più importanti nel calcio femminile e aver fatto l’esordio in Nazionale maggiore gli dà un sapore ancora più speciale».

In Nazionale, Martina Lenzini ha ritrovato Milena Bertolini: l’attuale Commissario Tecnico aveva già allenato la calciatrice ai tempi del Brescia e sembra essere una presenza fondamentale nella carriera della Lenzini, capace di accompagnarla durante passaggi importanti e momenti di autentica consacrazione: «Lei è un’allenatrice a cui devo molto, perché quando sono arrivata a Brescia ero giovanissima e mi ha aiutato a crescere e a capire come ci si deve allenare per migliorare, cambiandomi anche ruolo, permettendomi di dimostrare il mio potenziale. Ho lavorato sodo con lei e l’esordio in Champions League ha ripagato i tanti sacrifici fatti, come ora l’esordio in Nazionale».

Partita dal suo paese natale, Fanano, Martina non si è mai fermata: Olimpia Vignola, rappresentativa regionale, nazionali di categoria, Brescia, Juventus e Sassuolo sono le tappe principali di un percorso calcistico da sogno. Dopo aver vinto uno scudetto con la Juventus nel 2017-2018, Martina si è riavvicinata a casa e, con la formula del prestito, veste per la seconda stagione consecutiva la maglia del Sassuolo, diventando una delle bandiere modenesi presenti nel club. A soli 21 anni, è servito tempo per realizzare che il calcio poteva essere qualcosa di più di una semplice passione sportiva, trasformandosi nell’attività centrale a cui dedicarsi ogni giorno: «Ho realizzato di poter diventare una calciatrice quando ho iniziato il mio primo anno a Brescia in serie A, visto che era una delle squadre migliori del campionato, se non la migliore. Lì ho iniziato a vivere il calcio ogni giorno come un lavoro».

Ora che l’emergenza sanitaria ha temporaneamente stoppato tutto il mondo dello sport italiano, anche per chi si trova ai massimi livelli è doveroso dare la precedenza alla salute: «Stiamo vivendo questo periodo come ogni altra persona, rimanendo in casa e rispettando le regole. La salute viene prima di ogni cosa e, in questo momento più che mai, dobbiamo rimanere unite. Ovviamente, da atlete, cerchiamo di adempiere al nostro lavoro, seguendo il programma mandato dal preparatore atletico del Sassuolo, che dobbiamo svolgere a casa. Mi auguro che si possa tornare alla vita normale il prima possibile, che si trovi una soluzione per fermare questo nemico invisibile, che sta causando troppo dolore a tutto il popolo italiano». —

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