Rossini: «Ho sempre dato tutto per Modena, l’interesse di società importanti fa piacere»
«Quella con Monza la mia ultima partita al PalaPanini? Ci ho pensato, mai avrei immaginato potesse essere così»
Allenamenti in garage, tanto studio, un occhio alla dieta e un occhio al futuro che probabilmente sarà lontano dal Pala Panini. Salvatore Rossini trascorre in questo modo le sue giornate a Modena, lontano dalla sua famiglia che si trova in Umbria prima dell'inizio della quarantena imposta dal Governo.
Rossini, hai pensato che quella contro Monza potrebbe essere stata la tua ultima partita con la maglia di Modena?
«Sì, ci ho pensato veramente tanto. Sinceramente non avrei mai pensato che la mia ultima partita con Modena sarebbe stata in un Pala Panini completamente vuoto. Però c'è questa possibilità, anche se spero che il campionato possa riprendere. Ci stiamo allenamento per tornare a calcare i campi da gioco, con le dovute sicurezze sia ben chiaro. Però siamo agonisti, vogliamo giocare, non ci piace stare dietro una scrivania a studiare o rilasciare interviste. La mia speranza, ma credo quella di tutti, sia quella di tornare in campo».
Il campionato è fermo ma il mercato è attivissimo.
«Il mercato è già avviato da tanto tempo. Un mercato che mi riguarda, anche se in via indiretta. Chi lavora per me si è già messo all'opera logicamente, sapevo che questa poteva essere la mia ultima stagione a Modena. Però ho sempre giocato al massimo delle mie possibilità, sono molto tranquillo, perché mi fido delle persone che seguono la mia procura. Io ho sempre e solo pensato a giocare. Sono comunque felice che ci siano delle squadre forti interessate a me (Trento su tutti ndr)».
Ripartirà la Superlega?
«Non lo so, però la cosa più importante in questo momento è che il movimento rimanga unito. Siamo tutti in trincea presso le nostre case per riuscire a combattere un nemico invisibile. Tutto il movimento si sta provando a concentrare sugli elementi per arrivare alla soluzione migliore per la conclusione della stagione. Siamo una famiglia, è normale che qualcuno abbia un'idea diversa rispetto ad un altro, ma dobbiamo dimostrare unità in questo momento complicato».
Il rinvio delle Olimpiadi cambia qualcosa nelle speranze di Rossini?
«Spero di no, perché voglio sperare che le porte per partecipare ad un evento così importante non siano mai chiuse. Anche perché, altrimenti, nella mia carriera non sarei arrivato ad ottenere determinati risultati, come le 150 presenze in nazionale per esempio. Dipenderà molto da quelle che saranno le condizioni dei singoli atleti il prossimo anno».
La crisi economica che si abbatterà sull'Italia dopo l'emergenza Covid-19 toccherà anche il mondo del volley?
«Credo di sì. Vi porto un caso reale: quando giocavo a Monza il presidente era Giulia Gabana, e ci disse chiaramente che, per non mandare in cassa integrazione i suoi dipendenti dopo una crisi economica, avrebbe chiuso la società l'anno seguente. Fu di un'onestà incredibile perché ci disse come stavano le cose e ci pagò tutti. Logicamente questo non succederà ovunque, ma speriamo che vengano affrontati i problemi con noi giocatori, che siamo la parte più debole. Abbiamo delle famiglie, abbiamo dei mutui, quindi il prossimo anno si dovranno trovare delle soluzioni per venirsi incontro».
Come procede questa quarantena?
«Sono a da solo. Mia moglie e mio figlio sono in Umbria, dai nonni, erano andati giù prima della gara contro Monza. Ero rimasto da solo perché dovevo studiare, e quando c'è Ricky (suo figlio ndr) che vuole sempre giocare con me, non riesco a farlo bene. In Umbria la situazione è più tranquilla e quindi sono rimasti lì, anche perché c'è un grande giardino dove poter giocare. Io invece sono qua a Modena perché c'è la speranza di poter tornare in campo».
Ti alleni a casa o in garage?
«Dipende. Gli addominali li faccio in casa, mentre quando devo fare pesi vado in garage. Questi esercizi mi servono anche per staccare mentalmente dallo studio. Poi sono molto bravo con il cibo, sono 80 chili e devo rimanere 80 chili. Oggi frittata e insalata».
Stai studiando molto?
«Troppo (ride ndr). Sto appendo fogli e appunti sulle finestre di tutta casa, l'altro giorno ho fatto un esame e sapevo tutto, ho rimbambito la professoressa di nozioni. Se continuo con questo ritmo mi posso laureare prima del previsto».
Qualcuno a farti compagnia però c'è.
«La Bea, il mio cane. Però io lo dico, se qualcuno la vuole, la posso affittare per una passeggiata. A parte gli scherzi continuo a portarla fuori solo due volte al giorno, come prima, non approfitto del cane per uscire di casa». —
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