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Vincenzo Mancini: «Carpi è diventata la mia città: qui non ci si arrende mai»

F.G.
Vincenzo Mancini: «Carpi è diventata la mia città: qui non ci si arrende mai»

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E’ uno dei (tanti) ex giocatori biancorossi che hanno messo radici in città ed il suo messaggio di solidarietà ha accumunato nei giorni scorsi un’intera squadra del passato, stretta intorno a Carpi e al Carpi. Il messaggio di Vincenzo Mancini è infatti rimbalzato un paio di giorni fa sulle pagine social di tanti protagonisti della stagione 2001-02, conclusa con la promozione in Serie D: Reda, Frontera, Restolfer, Covizzi, Gualdi, Rognone, Todesco, Malfanti, Piccolo, Accialini e il capitano d’allora Tony Gallo. «È un momento buio per tutti – ha postato su facebook Mancini – e lo è ancor di più per Carpi, bellissima cittadina in cui ho scelto di vivere. Sono molto legato a questa terra che nel passato recente ha dovuto anche affrontare l' emergenza terremoto.

Ma il valore, la forza, il lavoro, la grande responsabilità ed il grande sacrificio di questa gente la riporterà presto ad essere splendente come un tempo».

Un messaggio che ha attirato i ‘mi piace’ di altri protagonisti di quell’impresa, come l’allenatore dei portieri Vitolo, o il magazziniere Fiorini. E anche di Luppi, che sarebbe arrivato nella stagione successiva. Nonostante giocasse in Eccellenza, punto tra i più bassi della sua storia, quel Carpi si è ritagliato un posto d’onore nella storia della società, rappresentando un punto di svolta dopo due dolorosi fallimenti consecutivi.

In quella stagione nacque l’attuale denominazione Carpi FC 1909, conio dell’allora presidente Cavicchioli. Architetto dell’impresa in panchina fu Papone che riuscì a condurre in porto una stagione travagliatissima e vincere i play-off. Best player Franzese con 22 reti, quinto score di sempre in singola stagione nella storia del Carpi. —

F.G.

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