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Al Sassuolo tornano i conti grazie alla Mapei e al mercato

Stefano Aravecchia
Al Sassuolo tornano i conti grazie alla Mapei e al mercato

Per il terzo anno di fila il club ha chiuso il bilancio in attivo grazie ai 23 milioni versati dalla controllante e ad un’efficace valorizzazione del parco giocatori 

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La serie A è sull’orlo del baratro. Lo dicono i numeri emersi dall’indagine annuale condotta dalla Gazzetta dello Sport che ha analizzato i conti della serie A: il dato che ne viene fuori è da brividi, specie considerando l’eventualità che la stagione attuale non veda la fine per l’emergenza Coronavirus.

Nel 2018-19 i costi della serie A sono schizzati in alto di mezzo miliardo in soli dodici mesi (da 3 a 3,5 miliardi), crescendo molto di più del fatturato (salito da 2,4 a 2,7 miliardi al netto delle plusvalenze) e peggiorando la perdita aggregata, pari a 292 milioni contro gli 88 del 2017-18. L’incremento dei debiti, dunque, ha toccato i 2,5 miliardi. Mettendo a serio rischio l’intero sistema se il pallone non dovesse tornare a rotolare.



In questo quadro a tinte fosche il Sassuolo è una mosca bianca. Grazie alla valorizzazione del proprio parco giocatori, il Sassuolo ha infatti chiuso il bilancio in attivo per il terzo anno consecutivo: +3,8 milioni nel 2016, +4,1 nel 2017, +8,1 nel 2018. Nell’ultimo esercizio sono registrate le importanti plusvalenze di Defrel (+14,1), Acerbi (+9,2) e Falcinelli (+7) a testimonianza di un ottimo lavoro a livello di mercato e valorizzazione della rosa. Ma tutto ciò non basterebbe se, tra i 77,5 milioni del fatturato caratteristico, non ci fossero i 23 innestati nelle casse societarie dalla controllante Mapei nell’ambito del contratto di sponsorizzazione di maglia e stadio. L’azionista interviene anche in altri modi come dimostrano le fideiussioni da 11,4 milioni risultanti al 31 dicembre 2018 a garanzia dei saldi negativi delle campagne trasferimenti.



Dopo la scomparsa del patron Giorgio Squinzi, per bocca dei due figli Marco e Veronica la famiglia ha assicurato lo stesso impegno degli anni precedenti. D’altronde i massicci investimenti di questi anni (stadio di proprietà, nuovo centro sportivo e ristrutturazione del Ricci per un totale di circa 30 milioni) dimostrano come Mapei - di cui il Sassuolo rappresenta un ramo d’azienda - intenda portare avanti il progetto legato al calcio che garantisce all’azienda leader mondiale nella produzione di adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l'edilizia, un importante ritorno d’immagine in particolare all’estero.



Le classifiche relative ai ricavi dimostrano quanto sia determinante la Mapei per far quadrare i conti in casa neroverde. La presenza del colosso della famiglia Squinzi consente al Sassuolo di essere il sesto club di serie A per ricavi commerciali (28,4 milioni), subito dietro le grandi. Un dato che va a compensare le altre due voci relative ai ricavi. Infatti il piatto piange se si guardano la ripartizione dei diritti televisivi (Sassuolo terz’ultimo con 35,1 milioni incassati) e degli introiti derivanti dallo stadio (anche in questo caso neroverdi terz’ultimi con 3,1 miloni). È dunque facile capire quando la Mapei sia vitale per la sopravvivenza del Sassuolo. Concetto ripetuto come un mantra da Giovanni Carnevali, il manager scelto per gestire il club: «Siamo al settimo anno in serie A, la nostra forza è legata alla programmazione. Alle spalle del Sassuolo c'è un gruppo che ne asseconda il percorso a lungo termine già intrapreso, tocca a noi attuare una politica corretta, che tenga d'occhio i bilanci e chiuda in pareggio, anche se per una società come il Sassuolo, questo impone di acquistare a poco e rivendere a tanto». —

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