Dybala: «I muscoli mi facevano male e mi mancava l’aria»
L’attaccante della Juve positivo al tampone «Ora sto bene e provo ancora ad allenarmi»
il personaggio
torino
Il buonumore non manca, anche quando si mette a scherzare in videochat con Tania Cagnotto sull’arte dei tuffi («Chiedo consigli a te visto come vengo dipinto dagli altri tifosi»), ma Paulo Dybala ha ancora un’ombra di paura nello sguardo. Il coronavirus è avversario difficile da dribblare e l’attaccante della Juventus non nasconde quel che gli è successo in questa settimana. «Dopo alcuni sintomi forti che ho avuto nei giorni scorsi – spiega l’argentino a Jtv –, ora sto bene. Sto camminando e sto provando a iniziare gli allenamenti, ma prima mi mancava l’aria e dovevo fermarmi: dopo cinque minuti ero molto stanco, mi agitavo e mi facevano male i muscoli. Per fortuna adesso sto meglio e così anche la mia ragazza».
La Joya è in quarantena con Oriana Sabatini nella loro nuova casa torinese, hanno lasciato il centro città per avere più verde e tranquillità, però l’idea di tornare in campo è molto lontana. Non solo perché deve superare la positività al Covid-19, martedì nuovo tampone a distanza di dieci giorni dal primo controllo, ma anche per recuperare una forma che potrebbe passare al vaglio dei medici per l’idoneità fisica. La Juventus non ha ancora fissato una data di ripresa degli allenamenti, anche se Douglas Costa ha già annunciato via social che rientrerà il 3 aprile dal Brasile, e ci vorrà tempo per tornare tutti quanti ad un’apparente normalità.
Paulo Dybala viene seguito dai medici bianconeri e rispetta la quarantena, a differenza del fratello Gustavo che è stato denunciato in Argentina (assieme alla compagna) per aver lasciato più volte la casa di Cordoba dove era stato confinato perché di rientro dall’Italia. E allora tra una collezione di maglie da mettere a posto («Sono affezionato a quelle di Ronaldo, Messi e Buffon») e un ricordo sulla chiamata di cinque anni fa del ds Paratici per portarlo alla Juve («Ho abbracciato mia madre e ho detto che non volevo andare da nessun’altra parte»), la Joya gioca anche con le emozioni bianconere.
«Il momento più bello da quando vesto questa maglia è l’ultimo gol segnato – spiega Dybala –: è stato incredibile e poi abbiamo fatto una partita clamorosa contro l’Inter. Sarebbe stato bello se ci fossero stati i tifosi allo Stadium». In attesa di ritrovarli, quella resta l’ultima immagine di una squadra di nuovo prima in classifica con una magia del suo numero dieci. Finita l’emergenza, poi, sarà anche tempo di rinnovo per Dybala: il contratto scade nel 2022, ma sono ben avviate le manovre con il club per prolungare il matrimonio che finora ha fruttato 91 gol in 216 partite più 9 trofei italiani conquistati.
L’idea è quella di vincolarsi per altri due anni, in cambio di un ingaggio da super top player (10 milioni netti a stagione, bonus compresi), ma prima bisogna guarire dal virus e poi tornare a giocare. Desiderio più grande ora non c’è. —
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