Myrtaj e Memushaj: «Per noi albanesi l’Italia è come una seconda casa»
Florian (ex Modena e Sassuolo) e Ledian (ex Carpi): «L’invio dei nostri medici? Un gesto di riconoscenza»
Florian Myrtaj è in Italia da 29 anni (“Sono arrivato il 27 marzo del 1991” ricorda), vive a Modena e ha vestito nel passato le maglie di Modena nelle giovanili e Sassuolo in serie D, prima di andare all’Alzano, al Teramo e soprattutto al Verona. Inoltre ha 26 presenze e 3 gol con la maglia del suo Paese d’origine che, essendo nato a Valona, è l’Albania. “Sono arrivato a Modena all’inizio del 1991, con la nazionale giovanile per giocare il torneo giovanile Enzo Ferrari. Avevo uno zio qui a Modena e mi sono fermato. Ho iniziato a giocare nella Cdr, poi nel Modena e da lì a Sassuolo in serie D. All’inizio non potevo nemmeno giocare, perché non ero tesserabile, e quando sono arrivato qui non avevo neanche le scarpe… Ho pensato di tornare indietro, poi per fortuna ho trovato il modo di fare una buona carriera. Avrei potuto fare di più? Penso di sì, non avrei dovuto lasciare il Verona, ma sono contento così”.
In questi giorni il ‘Paese delle Aquile’ (il soprannome dell’Albania) è agli onori delle cronache a causa della decisione del premier Rama di mandare in Italia una trentina tra medici e infermieri per aiutare il nostro Paese alle prese con il Covid 19. Una scelta che Rama ha motivato con l’aiuto che il popolo albanese ha avuto da quello italiano proprio all’inizio degli anni ’90 con il grande esodo: “Non sono stupito, per me è normale, il popolo albanese è riconoscente all’Italia, consideriamo l’Italia un Paese vicino e amico. Ricordo la prima partita amichevole tra Italia-Albania: si giocò a Genova, c’erano allo stadio 20mila albanesi che cantavano l’inno italiano. Neanche a San Marino potrebbe succedere una cosa del genere…”.
Myrtaj parla del gesto del primo ministro Rama: “Era un gesto anche dovuto: lui ha detto ‘io ho i medici in panchina, non ho una emergenza sanitaria in corso e nonostante siamo più poveri ve li mando’. E’ stato un gesto di altruismo importante. Personalmente mi sento albanese, ma la penso come gli italiani, sono cresciuto qui. Non dimentico le mie origini ma la mia vita è qua, l’Italia lo considero il mio Paese”.
Myrtaj è ormai uscito dal mondo del calcio (“Ho un amico procuratore in Germania, se capita gli do una mano, ma diciamo che ho già girato abbastanza”) ma segue ancora le sue ex squadre, Modena e Sassuolo in testa: “Il Modena lo vado a vedere volentieri, posso dire che è la mia squadra. La stagione della serie C penso che sarà persa, ma la società gialloblù deve far tesoro di questi mesi e ripartire tenendo la buona ossatura che ha e facendo qualcosa in più. Per la piazza che c’è il Modena deve fare una squadra per vincere. Il Sassuolo negli ultimi anni ha fatto un centro sportivo all’avanguardia è avviato a una permanenza stabile in serie A. Anche il Sassuolo vado spesso a vederlo, porto mio figlio e vedo gli amici come Remo Morini: era lì 25 anni fa quando giocavo nel Sassuolo è una figura importante, conosce tutti a Sassuolo ed è un riferimento per i calciatori”.
Cambiamo ‘colori’, passando a quelli biancorossi del Carpi. Ledian Memushaj con la casacca biancorossa ha trascorsi importanti. Anche lui parla delle dichiarazioni del premier albanese: “E’ stato un discorso veramente toccante, mi è venuta la pelle d'oca, anche se siamo un Paese in crescita siamo ancora una nazione povera. Che, con quel poco che ha, prova comunque ad aiutare gli altri, soprattutto l'Italia che per noi è una seconda casa. C'è un grande rapporto tra Italia e Albania, da noi si vedono tutti i canali televisivi italiani, siamo cresciuti così e in molti hanno imparato l'italiano, è come una seconda nazione". Memushaj, tra l’altro, ha tutta la famiglia legata a Carpi: «Mio fratello Erand per molti anni è stato il giardiniere del Cabassi». —
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